Allenamento Itinerante verso le Sorgenti del Tenna

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Allenamento Itinerante verso le Sorgenti del Tenna --- Infernaccio - 2 ago 2015 - 07:30

Capotenna_fbProponiamo ai nostri soci un allenamento itinerante lontani dalla calura estiva delle coste per addentrarci in una delle Valli più note della nostra Marca, la Val di Tenna, via di comunicazione privilegiata per secoli tra l’Adriatico ed il Tirreno per il suo collegamento con la Valnerina.

Attraverso l’orrido delle Gole dell’Infernaccio ci porteremo, lungo un ampio sentiero, in gran parte all’ombra di faggi secolari e col fiume che ci terrà compagnia col suo fresco scorrere, alle sorgenti del fiume Tenna, le cui acque, che nulla hanno da invidiare alle più note acque minerali in commercio, sono state captate ormai da decenni e servono la totalità dei comuni della provincia di Fermo e molti della provincia di Macerata.

Per la partecipazione è necessario iscriversi entro Venerdì 31 Luglio utilizzando il modulo sottostante.

Programma

  • Ritrovo a Civitanova Marche: ore 07:30 parcheggio antistante la Pasticceria S. Marone
  • Partenza da Civitanova Marche: ore 07:40
  • Ritrovo ad Amandola: ore 08:45 in piazza
  • Partenza allenamento: 9:15
  • Pranzo: al sacco. Lungo il percorso troveremo alcune sorgenti, ma è bene partire con una riserva d’acqua
  • Rientro: ore 18:00 circa

Caratteristiche del percorso

Distanza: 12 km circa (andata e ritorno). Dislivello in salita 300 m circa.

Abbigliamento

Adatto al clima: scarponcini da trekking, cappello, crema solare, pantaloni lunghi, al seguito antivento/pioggia. Cambio da lasciare in auto.


Le foto




Geogranelli

infernaccio a capo tenna nordic walking Macerata

Gole dell’Infernaccio e Capo Tenna: una giostra di eventi

Nuvole basse e cielo coperto ci hanno accolto all’ingresso della gola dell’Infernaccio nella mattina del 2 Agosto 2015.
La vista sul monte Pizzo è preclusa, ma l’atmosfera ci prepara per le suggestioni che stiamo per affrontare. Infatti stiamo per inoltrarci nel cuore della montagna, attraversando di netto l’ormai conosciuta mega struttura del Sovrascorrimento dei Sibillini, che in altri modi, anche cavalcandolo, abbiamo toccato. Ma oggi, grazie alla profonda incisione scavata con costanza dal fiume Tenna mentre la montagna si sollevava, possiamo toccare con mano e vedere dalla prima fila tutto ciò che la montagna nasconde.
GeogranelliInfernaccioCapoTennaFig1Le nuvole, come dicevamo, ci coprono una parte del monte Pizzo, il cui versante Sud racconta molto della storia della grande struttura (Figura 1). Possiamo vedere gli strati appena incurvati della Scaglia Rossa e Grigia, sormontati dal Pizzo e divisi da esso dall’ “Elemento tettonico intermedio“; questa lente di roccia di Scaglia Rossa è delimitato dai due piani di sovrascorrimento che sono utilizzati, in salita, come “scivolo” dalle formazioni geologiche più sopra per cavalcare i termini davanti. Prima di fratturarsi e scorrere su sé stessa, la roccia si è piegata fino a ribaltare gli strati della Maiolica che copre la cima della montagna.
Ma è ora di addentrarsi all’interno della montagna e percorrere la gola dell’Infernaccio che sembra inglobarti tra i suoi stretti meandri composti da lisce pareti calcaree tanto artisticamente levigate come da una sapiente mano artigiana. Dopo la forra, costeggiamo il Tenna, con gli occhi rapiti dalle pareti di roccia che ci sovrastano a strapiombo, con spaccature, pieghe degli strati e forme di erosione che ci testimoniano l’energia che viene sprigionata in questo angusto ma spettacolare luogo.
Continuando il percorso, sorpassando le verdi e fresche faggete, la gola si allarga e ci troviamo nel nucleo della montagna e davanti a noi, imperiose, si piazzano le pareti di Calcare Massiccio, formazione geologica tra le più antiche in questa zona, formatasi circa 200 milioni di anni fa in ambiente di mare poco profondo, costituendo la piattaforma carbonatica umbro-marchigiana. Tale piattaforma iniziò a smembrarsi e inabissarsi a causa dell’apertura dell’Oceano Ligure-Piemontese, mentre si instaurava un regime estensionale di faglie normali che abbassa il fondo del mare. In questa zona, che era un’area di alto strutturale al di sopra dei bacini più profondi, si è depositata la successione condensata composta dalla Formazione del Bugarone in cui sono presenti molti fossili come le ammoniti ma che si trova qualche centinaio di metri sopra le nostre teste. Man mano che la piattaforma si inabissava, si sono deposte le formazioni come la Maiolica e poi successivamente tutti i termini calcareo-marnosi al di sopra. Così, seguendo verso l’alto le formazioni rocciose in successione di sedimentazione, troviamo rocce che in origine si sono formate più in basso. E sicuramente facendo scorrere il tempo geologico velocemente, in questo luogo c’è da farsi girare la testa come su una giostra.
Fino in fondo a Capo Tenna, ci rifocilliamo, sedendoci sopra dolci ma piuttosto aride collinette: detriti caotici, da grana fine a grossolana, fino a blocchi di roccia, tutto rimescolato … siamo su depositi morenici! Pur non essendoci tanti esempi di questo tipo in quest’area, la geomorfologia ci racconta che qui, in tempi geologici più recenti, dopo fondi marini che si inabissano per poi sollevarsi tra mille contorcimenti, si era imposto un ghiacciaio … malinconica riflessione di un’estate torrida.

Per approfondire

  • Geological map of the Sibillini Mountains (Umbria-Marche Apennines, Italy), P.P. Pierantoni, G. Deiana, S. Galdenzi. – Scale 1:40000. – Roma: Società Geologica Italiana, 2013.
  • Guide Geologiche Regionali, Appennino Umbro-Marchigiano, v.7, a cura della Società Geologica Italiana


nordic walking macerata sorgenti del tenna day


Commenti

Pubblicato in
4 commenti su “geogranelli dall’infernaccio a capo tenna
  1. Renato Vita Renato Vita scrive:

    Interessante coinvolgente esaustivo come sempre il contributo di Simone a rendere unica ogni nostra uscita per comprendere ed apprezzare, anche dal punto di vista della evoluzione geologica, la bellezza del nostro territorio.
    Certo che leggendo attentamente i geogranelli si evince l’evoluzione della scrittura di Simone che non abbandonando la rigorosità scientifica vira verso una prosa che ha del miticofantasioso accattivante che sa di emulazione ‘astronomico-francescana’ … avremo creato un … mostro d’altre ere? (leggi anche geogranello della Valnerina)

  2. Antonietta Valeriani scrive:

    Come sempre… BRAVISSIMO Simo!!! Si è adeguato molto bene alla compagnia ;-)

  3. Alessandro Cucchiarelli Alessandro Cucchiarelli scrive:

    Mi associo ai complimenti espressi sin qui, che condivido pienamente.
    Come contributo originale alla discussione, mi permetto di rassicurare Renato rispetto al ventilato processo di emulazione: Simone appartiene alla branca ‘scientifica’ della ‘cultura’, che non conosce il fenomeno dell’ ‘erudizione’.
    Un saluto al caro amico Francesco ;-)

  4. Simone Marzorati Simone Marzorati scrive:

    Lungi da me aspirar all’inimitabile arte “francescana”!

    rimarrò comunque “terra terra”, per definizione…

    p.s. ma nella prossima stagione non mancheranno spunti di Storia della geologia :-)
    p.p.s. grazie Alessandro per la fiducia!

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