Circuito Challenge 2017- Cortina

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challenge nordic walking macerata

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Circuito Challenge 2017 – Cortina --- Cortina d'Ampezzo - 6 lug 2017 - 09:00

Cortina_fbDomenica 9 Luglio proponiamo ai nostri soci la partecipazione alla 5° tappa del Circuito Tricolore Nordic Walking Agonistico FIDAL. Nello scenario dolomitico del Cadore Ampezzano la trasferta prevede, oltre alla Race della Domenica a Cortina, anche l’8° appuntamento del Challenge SINW. Il percorso proposto, partendo dal centro abitato di Cortina, ci porterà nei suoi 12 km, ad affacciarci su scorci fantastici dello splendido panorama delle Dolomiti Ampezzane.


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16 commenti su “Circuito Challenge 2017- Cortina
  1. Rosanna Monteverde scrive:

    Da quello che leggo faremo bellissime passeggiate, con scorci mozzafiato….speriamo che Renato abbia fatto i dovuti scongiuri affinché il tempo sia bello…a lui, qualcuno lassù, gli da sempre retta!!!Buona giornata a tutti e a domani!!!

  2. Simone Marzorati Simone Marzorati scrive:

    Renato! sei diventato un trasformista… da quand’è che ti sei fatto crescere i baffi?!
    e poi sei pure riuscito a farti venire la chioma bionda… inizio a preoccuparmi…

    bravi per i premi per la mandria più numerosa e che ha transumato da più lontano!!!
    I soliti ruminanti… ;-)

  3. Roberto Guarnieri Roberto Guarnieri scrive:

    Quattro giorni di fantastiche camminate in uno degli scenari più belli di Italia, con un programma ideato dal nostro Maestro in modo mirabile. Quattro giorni di camminate, escursioni, cene, rievocazioni storiche, rifugi, jeep, valli, cime, laghi e tanto altro ancora, in un gruppo affiatato e divertente. Direi che di più, sinceramente, non era proprio possibile. Una grande pagina di Nordic che si unisce a tutte le altre, in una gara ormai che punta sempre più in alto.

    E per celebrare l’evento uscirò a dispense con una serie di omaggi a un grande comico, il Villaggio creatore del mitico Fantozzi.
    Lui l’avrebbe descritta così…

    PARTE PRIMA

    Come nel Luglio di ogni anno il Direttore dell’Ufficio Sport, Fatica e Tempo Libero, Gran. Maestr. Istruttor. Camminator. Tenent. Colonnel. Guastator. Commendator. Grand. Escursionist. Conte Renato Baranzani Vita aveva organizzato l’abituale uscita di quattro giorni in montagna.
    L’evento, descritto falsamente come occasione ricreativa per premiare tutti i dipendenti, era in realtà l’occasione per soddisfare la grande mania del Conte Vita: la rievocazione storica delle immani fatiche della Grande Guerra unita alla passione sfrenata del Nordic Walking
    Quando il programma era stato appeso in sala mensa si erano registrati sette svenimenti, un infarto, tre crisi isteriche e un tentativo di suicidio. Il rag. Pretini, dell’ufficio Mutui non Erogati, era arrivato persino a infliggersi un colpo di baionetta alla coscia per farsi esentare, ma era stato messo in barella e trasportato ala partenza da due figuranti, con la divisa degli infermieri del Regio Esercito, ingaggiati dal malefico Conte.

    Il gran maestro aveva scelto come meta annuale la città di Cortina, noleggiando persino una tradotta ferroviaria a vapore, originaria del 1915, e obbligando tutti i partecipanti a un viaggio simile a quello effettuato dai fanti il 24 maggio. Il tragitto dall’ultima stazione ferroviaria a Cortina era da farsi a piedi con 40 chili di l’attrezzatura in spalla, comprensiva di bastoncini, gavetta, viveri e otto chili di tritolo!.

    Il grosso della truppa si sarebbe mosso solo il sabato per soddisfare l’estrema follia del Conte: la partecipazione forzata alla Race, una sorta di corsa coi bastoncini con una percentuale di caduti tragicamente simile a quella delle battaglie dell’Isonzo.

    Come sempre l’incertezza sull’abbigliamento regnava sovrana. La signora Vanessa, moglie del geometra Guarnieri, dopo aver riempito tre valigie con un fitto consulto con le sue colleghe Adriana e Cristina, aveva lasciato al marito libertà di scelta sula parte tecnica.

    “A Cortina si gela” aveva detto Guarnieri preoccupato, concordando con il rag. Petrini e il perito Ciarapica il vestiario.
    Abbigliamento di Guarnieri: Pile a doppio strato con collo di pelo di pecora da 30 centimetri di spessore, maglietta 100% sintetico già sudata prima di infilarla, pantaloni alla zuava in tela grezza, cinta di cuoio con scritta “Got Mit Uns”, scarpe chiodate, incerata dal peso di 4 chili, guanti di pelle di daino ricavati dallo straccio per pulire i vetri e tragico colbacco dell’Armata Rossa, ricordo di un recente viaggio a Mosca.

    Temperatura percepita allo sbarco a Cortina: 30 gradi all’ombra!

    L’albergo prescelto si era presentato subito un po’ vecchiotto.
    “Mica tanto” aveva esclamato la signora Cristina, fissandolo in modo candido” E’ stato costruito in stile asburgico, deve essere recente. Una sorta di rievocazione in stile…”
    In realtà si trattava dell’Hotel KaiserJager, utilizzato già nel 1914 come caserma per i soldati dell’Impero Austro Ungarico, caduto in mano italiana nel Giugno del 1915 e mai, da allora, più restaurato. Tristi foto di Cecco Peppe, impolverate, addobbavano ancora le camere e la sala principale.

    Dopo aver lasciato i bagagli il Conte Vita, già in piena esaltazione, li aveva spediti lungo una ghiaiosa e impervia strada diretta verso un vecchio forte austriaco, posizionato poco dopo le rive di un misterioso lago. Come ogni anno il montaggio dei bastoncini telescopici si era rivelato accidentale e pieno d insidie.

    “Allora, perito, mi sfili il bastone” disse Guarnieri porgendo l’attrezzo a Ciarapica “Io proprio non ci riesco.”
    “Non si preoccupi, geometra, è semplicissimo. Basta svitare questo punto e tirare con un colpo deciso. Così” Con uno strattone secco il bastoncino si aprì alla lunghezza massima centrando in pieno volto un rappresentante di piastrelle di Rovigo, in vacanza a Cortina, che transitava alle spalle di Ciarapica. L’uomo stramazzò a terra con un gemito, rimanendo immobile e senza vita.
    I due, in modo truffaldino, lo buttarono in un fosso asciutto non prima di averlo depredato di acqua e barrette energetiche.

    Il primo giorno, spacciato per tranquilla camminata di ambientamento, si risolse in 45 chilometri di scarpinata nei boschi. Il Conte Vita, in divisa grigio verde, copricapo con stella alpina, bastoncini militari e fischietto da trincea, aveva trascinato nell’impresa anche la sua famiglia: la moglie Tatiana e soprattutto le sue figliole, che seguivano rassegnate il gruppo sgangherato. La signora Rosanna della ASUR era stata vestita da crocerossina e distribuiva, lungo il percorso, medicinali e viveri ai feriti e moribondi che si accasciavano lungo la strada, con strazianti gemiti. Un ragioniere dell’Ufficio stampa fu udito invocare la mamma per circa un’ora prima di spirare all’ombra di un pino secolare.

    Le signore Concetta, dell’Ufficio cibi salutari contraffatti, e Laura, del dipartimento articoli da camminata, si prodigavano nel raccogliere cibo dagli alberi e mungere occasionali mucche lungo il percorso.

    Alla fine della giornata i sopravvissuti si erano ritrovati in un piccolo pub sperso tra i monti, per un pasto frugale: zuppa di barbabietole con crosta di pane nero raffermo da mangiarsi nella gavetta!
    Il rag, Pretini e signora, con una mancia di 100 euro al cuoco, avevano ottenuto una porzione in più di polenta e funghi, consumata di nascosto nell’anticamera del WC, mentre le famiglie Guarnieri e Ciarapica si erano riempite le tasche di polpette unte e crema fritta nella speranza di non essere scoperti! La signora Concetta, che aveva osato rifiutare il sorso di grappa da trincea, era stata costretta a lunghi giri di sentinella attorno al pub e mandata a caccia di stelle alpine fino all’alba!

    Il Conte Vita aveva promesso per il giorno seguente, al termine di una piccola escursione, la tanto agognata visita a Cortina.
    Una leggera preoccupazione, però, trapelava dalla truppa non appena vennero nominate delle Jeep che li avrebbero accompagnati in quota…

  4. Concetta Liscio Concetta Liscio scrive:

    ragazzi che risate…oltre a quelle IN LOCO ce ne sono a iosa leggendo il resoconto del nostro narratore ufficiale, e le foto??
    Bellissime!!!! ma del resto avevamo una fotografa d’eccezione!!!!
    4 giorni FATICOSAMENTE fantastici,l’unica recriminazione… capo… la prossima volta parla con chi di dovere affinchè abbassi di almeno 4/5 gradi la temperatura, confido nelle tue amicizie “altolocate” e capacità organizzative!!!!! ;-)

  5. Roberto Guarnieri Roberto Guarnieri scrive:

    PARTE SECONDA

    Dopo l’orrida colazione all’alba, culminata con un furto collettivo di panini, visto che nel programma del Conte non c’era traccia di pranzo, la compagnia venne caricata a forza su vecchie jeep dell’esercito americano, abbandonate al passo Falsarego nel Dicembre del 1945.

    “Meno male che oggi non si cammina” aveva commentato con innocenza la signora Concetta, stipata come gli altri nel retro del veicolo. Era andata peggio a Tatiana e figlie, incassettate sul portabagagli sopra il tettino assieme all’attrezzatura! Laura e Vanessa vennero persino costrette a cambiare una gomma forata!

    In realtà il tragitto non durò più di 6 chilometri, finiti i quali il gruppo venne spedito lungo una terrificante salita di 18 chilometri tra boschi, massi, frane e un fastidioso elicottero, di certo noleggiato dal Vita, che sganciava sulla testa dei malcapitati immondizia e detriti di ogni genere in una sorta di roulette russa. Ogni tanto qualcuno, centrato in pieno, cadeva con un gemito ruzzolando giù per il pendio.

    Il Conte Vita aveva promesso un giro di ben tre rifugi, e tutti i dipendenti avevano camminato sotto il sole con la speranza di ricchi pranzi, soste all’ombra e birre ghiacciate.

    Non avevano fatto i conti con l’astuzia diabolica del Conte: al primo rifugio vennero fatti accampare all’esterno, senza poter entrare, contemplando la vista dei turisti che si sbafavano ogni ben di Dio.

    “Ragioniere, abbia pietà…” aveva esclamato con la bocca secca il Guarnieri “Ma quelli non sono wuster arrosto con senape e birra?”
    “E polenta, pure” aveva aggiunto triste Pretini, contemplando l’ammuffito panino con una fetta di prosciutto sbiadita.
    “Quello laggiù somiglia anche a uno stinco” avevano aggiunto Ciarapica e signora, mezzi svenuti. I primi furti negli zaini avevano già fatto al loro comparsa.

    Non fecero in tempo a annusare che il fischietto del Conte risuonò nella valle, facendo muovere la truppa. “Mangerete al prossimo rifugio!” fu la subdola promessa.
    In realtà non ci furono altre soste, se non per salutare in lontananza la struttura. Come ultima beffa vennero incanalati in una presunta scorciatoia che si rivelò un sentiero sassoso irto di ogni sorta di pericoli, La signora Concetta fu testimone di uno straordinario evento: uno stambecco che la fissò con occhi sbarrati come a dire “Ma dove cazzo state andando!”

    Vista l’aria di rivolta serpeggiante il Conte Vita strappò una promessa: giro a Cortina in centro e cena in un lussuoso locale sul Corso! Con tale stratagemma evitò la prima, pericolosa, sommossa.

    Alle sette di sera, in mostruoso ritardo, vennero scaricati a Cortina, mentre i negozi stavano già chiudendo. Una commessa della Cooperativa, dopo aver visto il gruppo malmesso, si affrettò a tirar giù le serrande per non farli entrare

    Tutte le donne, ammaliate dal grande sfarzo di Cortina, avevano tirato fuori i loro vestiti migliori: Abbigliamento delle signore: Vanessa con camicetta di seta (utilizzata per un matrimonio 10 anni prima) e pantaloni scuri, Cristina con abito lungo da sera anni 40 stile Prima Cinematografica, acquistato in una svendita di costumi teatrali, Adriana con gonna e camicia bianca residuato di una recente comunione, Concetta in tutina mimetica da sera con buchi di tarma, Laura con t-shirt firmata, Tatiana con clamoroso vestito rosso da Prima alla scala con strascico lungo 4 metri.

    Il Conte li infilò in un ristorante sul corso, salvo poi rivelare la vera natura della cena: prenotazione in uno scantinato quattro metri sotto terra, con pareti e pavimento in moquette anni 50, tavolacci di legno tarlati, assenza di finestre e aria ricca di muffa.

    Il cameriere, con una camicia macchiata di sugo e un marcato accento siciliano, li obbligò a un tragico giro pizza tipicamente cortiniano: pizza alle cozze, vongole, salmone e frutti di mare dall’aspetto grigiastro, birra calda e patatine fredde! Il perito Ciarapica chiese una fetta di speck e venne guardato male!

    Il tutto per la modica somma di 67 euro a testa!

    A nulla valse una sosta in pasticceria dove spesero 34 euro in orzi!

  6. Andrea Pretini Andrea Pretini scrive:

    Presidente, Grand’Ufficiale, ….., Vita…. COME E’ UMANO LEI!!!!!!!
    (così direbbe il buon Guarnieri/Fantozzi).
    Hai creato un gruppo di camminatori-amici, pronti a partire per ogni nuova avventura, sudare e faticare insieme e trovare sempre l’occasione per ridere e divertirsi.
    Anche questa uscita lunga è stata un bel successo (magari non agonistico – ma che c’importa!).
    Grazie a tutti e alla prossima.

  7. Francesca Pizzichini scrive:

    Fine settimana intenso……compagnia ottima come sempre….camminate e risate non sono mancate…..mi preparo alla prossima!!!!

  8. Adriana Castelli scrive:

    Ringraziamo il rag.Guarnieri/ Fantozzi.. per tutti i titoli che ci ha assegnato,conti contesse e periti… che con
    la sua maestria ci ha fatto rivivere i bei momenti trascorsi nella splendida Cortina.Bellissimi e divertenti quattro giorni passati in ottima compagnia con un gruppo molto affiatato e divertente. Un plauso particolare e affettuoso al Conte Vita che ci ha permesso di vivere questa esperienza organizzata come sempre nei minimi dettagli.
    Alla prossima…

  9. Maria Cingolani scrive:

    Bravo Roberto…come sempre!!!
    Grazie a tutti per la piacevole compagnia…ed in particolare al Conte Vita che,come suo solito, non tralascia nulla!! L’escursione sul Piccolo Lagazuoi è stata molto interessante… Andreas ci ha fatto rivivere momenti emozionanti della grande guerra!!!
    Grazie ancora xxx

  10. Rosanna Monteverde scrive:

    Ovviamente, l’ultimo commento è mio, non di Maria Cingolani!!!

  11. Rosanna Monteverde scrive:

    Maria non ha partecipato!!!

  12. Renato Vita Renato Vita scrive:

    Tocca come solito a me chiudere anche se i commenti restano sempre ‘aperti’ anche per chi non ha partecipato alle iniziative (prendere esempio dal buon Simone)… basta guardare le foto … ispirarsi … e lasciare un pensiero per tutti, pur non avendo le visioni ‘oniriche’ e la facilità di trasfonderle tramite carta come Roberto. A tal proposito debbo dire che alcune parti del racconto, stile fantozziano, sono veramente esilaranti tanto da strappare una risata anche ad Elisabetta la cui serietà (o meglio l’evidente broncio con cui accompagna le nostre ‘avventure’) ha varcato i confini della ‘Marca’. E’ vero anche che le ‘passioni sfrenate’ per il nordic e per La Grande Guerra del Conte ci hanno portato un po’ a strafare nel lungo fine settimana, ma l’ambiente, gli scorci, i luoghi storici, i musei all’aperto, le guide e i rifugi ci hanno fatto dimenticare anche quel ‘briciolino’ di stanchezza accumulata. Tranne alla piccola pattuglia che ha affrontato la Race … ovviamente, ma i risultati agonistici non sono esattamente il nostro principale obiettivo (come dice il ‘ragionier Pretini’), altrimenti non avremmo disatteso i preziosi consigli dei direttori tecnici di altre compagini che ci indicavano il riposo per il sabato pomeriggio in luogo dei 12 km del Challenge. A guardar bene però anche le prestazioni sono state in linea con i precedenti appuntamenti, il nostro ‘solito’ podio, le quinte/seste posizioni nelle categorie di spettanza … quindi tutto regolare.
    Grazie a tutti per la partecipazione e restiamo in attesa dei commenti mancanti e delle ulteriori ‘dispense’ fantozziane.

  13. Roberto Guarnieri Roberto Guarnieri scrive:

    PARTE TERZA

    Dopo l’immane tragedia della spedizione sulle Tre Cime di Lavaredo le perdite umane erano state tanto consistenti che il Conte Vita, in vista dall’appuntamento ufficiale del pomeriggio con i camminatori Nordic, aveva in fretta e furia mobilitato tutti i dipendenti ancora rimasti a casa: ammalati, sciancati, invalidi, magazzinier, esentati e imboscati vari.
    Il Conte aveva fatto richiamare persino i nati nel 1999: fattorini, ragazzi di bottega, apprendisti e portalettere.
    Erano tornati al parcheggio solamente in dodici: il resto della compagnia era crollato sotto i colpi di sole, caduto nei dirupi o semplicemente svanito nel nulla durante il percorso! Sintomatico era stato l’episodio di un geometra dell’ufficio sinistri, perso in adorazione di una stupenda parete rocciosa, rimasto travolto quando un masso, fermo da quattro milioni di anni in una posizione precaria, si era staccato seppellendolo senza pietà.
    In un tragico camion militare il perito Antolloni, buttato giù dal letto all’alba, era stato costretto a imbarcare le ultime segretarie disponibili in ufficio: le signore Linda e Francesca dell’Ufficio relazioni sociali, Piera dell’ufficio Ambiente da Inquinare, la dottoressa Tetti del servizio Farmaci scaduti da vendere sottobanco e l’interprete ufficiale della ditta, signora P. Rocco, che ancora all’altezza di Bologna era convinta di recarsi a una gita termale alle Cinque Terre!
    Lo stesso Antolloni, nonostante la divisa verde del Regio Esercito, era stato fermato tre volte dalla polizia stradale con l’accusa di trasporto di mignotte e induzione alla prostituzione, ed era arrivato a Cortina con un curioso striscione di un noto night club della zona appeso alla fiancata!

    La convention finale prevedeva una immane arrampicata su per un costone roccioso fino a raggiungere un rifugio (stavolta reale) dove era stata promessa una sontuosa cena. Il Conte Vita, per stimolare la compagnia, aveva pubblicizzato la presenza, assieme ai camminatori, di illustri e famosi nomi dello sport. Alberto Tomba, Zurbrigen, Thoeni e persino Maradona!
    In realtà alla fine era risultato presente solo il noto campione Cristian Ghedina, in maglia arancione e cane da accompagno, visibilmente ingrassato. Qualcuno, in silenzio, aveva però notato la clamorosa somiglianza tra il presunto Ghedina e un lontano cugino del Conte… lo stesso fasullo campione, con il fiatone dopo dieci metri, era ben presto sparito nel nulla!
    Attirati dalla mega cena in quota i pochi superstiti fecero l’ultimo sforzo, per ritrovarsi, dopo l’immancabile foto di gruppo sotto lo striscione aziendale (ornato con un curioso teschio con una bomba a mano tra le mascelle che ben poco aveva di nordico …) con caprette, lapidi funebri e piatti di pasta, seduti in una allegra sala comune con panche di legno e birra.
    Il gestore, un austriaco dallo sguardo astuto, assieme alla compagnia organizzatrice, dopo aver vantato il luogo e esaltato la posizione, li aveva avvertiti che per tornare alle auto avrebbero dovuto percorrere tre chilometri (risultati poi una trentina) in discesa nei boschi.
    “Sarà un’ottima avventura” aveva cinguettato la signora Patrizia, paonazza in volto e con il capello arruffato. “L’aria è così fresca…”
    Dopo queste parole un gigantesco tuono copri ogni rumore e mentre le risate si smorzavano un temporale estivo stile Diluvio Biblico si abbatte sul rifugio. Gli organizzatori minimizzarono l’evento tra canti, risate e cori alpini per poi, però, scomparire all’interno di una ranger over parcheggiata furtivamente nel retro del rifugio.
    Alle dieci di sera, al grido di “Non piove più!! Savoia! Savoia! Per Il Re e per la Patria!” i camminatori, protetti da lucette a gas, fiammiferi e telefonini, si gettarono giù per il bosco.
    “Siamo fortunati” azzardò Ciarapica ottimista “Spiove.”
    “Ma che fa, perito, mi dà del tu?” rispose Guarnieri, camuffato sotto una incerata bellica della Generals Motors
    “Ma no, intendevo, spiove lei”
    “Comunque” rincarò Concetta con un sorriso “Il temporale si allontana.”
    In quel preciso momento un fulmine globulare delle potenza di un milione di chilowatt piombò sulla foresta, incenerendo tre segretarie, una contabile e un portiere di notte.
    Dopo nemmeno dieci metri la pioggia riprese, assieme a slavine di fango, fiumi di acqua sul terreno, fulmini, lampi, incendi boschivi e curiose apparizioni mariane . La signora Adriana vide anche l’Arcangelo Gabriele, vestito con la casacca da istruttore nordic, che gli indicava la giusta via per il parcheggio
    Il giorno seguente nessuno si presentò all’appello per la Race, tranne Antolloni e il Conte Vita.
    II pochi rimasti in vita erano fuggiti sul Lagazuoi, istallandosi sulla Cengia Martini o nelle caverne del Col Di Lana. Il geometra Guarnieri fu riconosciuto, mesi dopo, in divisa da rievocatore austro ungarico, la signora Vanessa scovata mentre vendeva souvenir in terra cotta mentre voci di corridoio parlavano di una coppia d sbandati con un cane al guinzaglio che vagavano per le cime dolomitiche. Clamoroso il caso di P.Rocco, noleggiata a ore come mascotte della funivia!
    Altre strane apparizioni di personaggi in maglietta rossa che spuntavano a volte tra le grandi e placide cime sferzate dal vento vengono ancora oggi raccontate, nelle sere invernali, dai valligiani riuniti attorno al fuoco!

  14. Francesca Pizzichini scrive:

    Ancora una volta ho riso molto…..grandissimo Roberto…..l’idea del furgone con le mignotte a bordo……ahimè….la davamo veramente!!!!!

  15. Renato Vita Renato Vita scrive:

    Come solito spunti da ‘vero’ Villaggio scrittore e comico ormai Roberto è una certezza … peccato che molti si ‘perdano’ i suoi racconti o forse … non hanno tempo per lasciare un commento. Comunque sia … GRAZIE Roberto a nome di tutti per il tempo che ci dedichi … ci hai viziati… senza i tuoi resoconti le uscite non sarebbero ‘complete’.

  16. Patrizia Rocco scrive:

    Roberto non sai quanto ho riso col tuo racconto , ero in ufficio non riuscivo a trattenermi :) ))
    sei troppo forte davvero , esilarante !
    Grazie ,grazie !!Che fortuna averti tra noi !

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