Ecomaratona del Chianti

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Ecomaratona del Chianti --- Castelnuovo Barardenga - 15 ott 2016 - 07:30

Chianti2016_fbSabato 15 Ottobre, come anticipato negli ultimi allenamenti, proponiamo ai nostri soci la partecipazione alle manifestazioni di Nordic Walking inserite all’interno della X edizione della Ecomaratona del Chianti. La manifestazione 3^ Arceno Nordic Walking, camminata non competitiva di 11 km, organizzata dal Team Colline Toscane NW, si arricchisce con la gara del NW Agonistico Federale, 6^ ed ultima tappa del circuito FIDAL, che assegnerà il titolo italiano di specialità.
Il circuito di quest’ultima gara, disegnato nel paesino medievale di S.Gusmè è ovviamente all’interno di una vigna (siamo nel ‘Chiantishire’), particolare per la disposizione dei suoi filari che seguono le curve di livello della collina.
Concluderemo poi a tavola con tutti i partecipanti a Castelnuovo Berardenga.

Programma

  • Ritrovo: Civitanova Marche ore 07:30 parcheggio antistante la Pasticceria S. Marone
  • Partenza: ore 07:45
  • Arrivo a Castelnuovo Berardenga: ore 10:15 circa. Ritiro pettorali, pacco gara e trasferimento con navetta a S.Gusmè
  • Partenza race: ore 13:00 con giro per il paesino medievale
  • Partenza EcoNordicWalking da S.Gusmè: 15:30
  • Giro per Castelnuovo Barardenga: 18:00
  • Pasta party: 19:30
  • Partenza per il rientro: 22:00 circa


Le foto

nordic walking macerata ecomaratona del chianti


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Pubblicato in Annunci, Commenti
12 commenti su “Ecomaratona del Chianti
  1. Stefano Vesprini Stefano Vesprini scrive:

    Pranzo al sacco?

  2. Renato Vita Renato Vita scrive:

    Direi di si … comunque entro domani programma dettagliato su spazisociali

  3. Renato Vita Renato Vita scrive:

    15 Ottobre NW Valli della Marca alla 3^ Arceno NW – EcoMaratona del Chianti – Seguendo la teoria del ‘nonostante’ abbiamo di nuovo ‘aggirato’ le previsioni meteo e respinto i colpi inferti dalla cattiva sorte, defezioni per malanni, atleti a mezzo servizio etc etc. Rinfrancati dal sole toscano e dalle temperature al limite del primaverile ci siamo ‘goduti’(non tutti… ‘qualcuno’ per la verità ha sofferto) la manifestazione agonistica e … tutti la successiva camminata di 11 km (anche se c’è chi ha dovuto far ricorso alla chimica per sopportare il doppio impegno… vedi la foto x la flagranza), il tutto nella spettacolare cornice delle colline del Chianti. Podio per Umberto al Pasta Party … ha ‘doppiato’ tutti.
    Siamo in spasmodica attesa della trasposizione letteraria di questo nuovo capitolo (daje Robè)

  4. Roberto Guarnieri Roberto Guarnieri scrive:

    Ancora una volta in trasferta nelle terre toscane il gruppo del Nordic ha trascorso una stupenda giornata all’insegna dell’amicizia, della compagnia e dell’emozione della Race, che ha visto i nostri quattro eroi tentare l’impresa sostenuti dal tifo degli altri compagni. Un sabato di splendido sole, di cielo azzurro, di vigneti d’oro e di paesaggi toscani troppo belli per essere raccontati.
    Una giornata che solo il Nordic può regalare.
    Grazie a Renato per l’organizzazione e ancora una volta esorto chi d solito non partecipa alle uscite a fare uno sforzo, anche minimo.
    Ne sarà ripagato mille volte di più!

    E vista l’atmosfera medioevale del paesaggio e del paese, come non pensare ai nostri prodi immersi nelle fumose nebbie del Medioevo?

    Trasferiamoci quindi, con le ali della fantasia, in una calda mattinata dell’Ottobre del 1116 e osserviamo, dall’alto della nostra posizione, un carro risalire la ripida stradina che da Castelnuovo conduce alle mura di San Gusmè…

    La guardia si scosse, disturbata dal suono del campanaccio. Si alzò di malavoglia dalla sedia, sputò per terra per pulirsi la bocca e, con passo lento, uscì all’aperto, sulla guardiola.
    Il sole di Ottobre, forte e potente nonostante l’autunno inoltrato, splendeva sui vigneti color dell’oro e sulle mura cittadine. Davanti alla porta di ingresso del paese un carro se ne stava fermo in attesa.
    Un uomo alto e secco, con un singolare cappello a visiera calcato sul capo, reggeva le redini di due cavalli secchi e denutriti. Vicino a lui, a cassetta, un secondo uomo, tarchiato e con una barba folta, masticava con fare assente un tozzo di pane. Sopra il carro, scoperchiato e sconnesso, si affollavano altre otto figure. Donne e uomini malvestiti e dall’aspetto miserevole, le prima con i capelli arruffati e i secondi con le barbe sfatte.
    Una bandiera di un rosso sbiadito, legata a un bastone e con un nuvolo di mosche attorno, penzolava floscia nell’aria umida.
    La guardia li osservò perplesso. Raramente, in vita sua, aveva assistito a un sì miserevole spettacolo.
    Alzò l’alabarda ed esclamò con voce potente “Fermi. Chi siete, e dove siete diretti?”
    L’uomo secco lasciò le redini e si alzò in piedi, tenendosi in equilibrio sulle assi del carro “Lascia lo passo, bifolco, e facci entrare, che siam diretti a lo gran torneo di San Gusmè.
    L’armigero esplose in una in una grassa risata. “Non sapete forse che lo torneo è riservato ai cavalieri e alle loro schiere? Non certo a una banda di accattoni qual la vostra, pronta a disturbar la quiete della festa.”
    Puntò l’arma con fare minaccioso “Vi consiglio di svoltar lo misero vostro carro e tornare da dove siete venuti, prima che io perda la pazienza.”
    “Avete parlato di cavalier” continuò imperterrito il conducente con voce acida “E noi che siamo!” tirò una manata al suo socio, che prontamente gli rifilò un rotolo di pergamena, pur mantenendo il pane in bocca.
    “ Ecco qui lo invito officiale che lo duca Moretti e la duchessa Cazzuola, signori di Castelnuovo e San Gusmè, ci fecero per partecipar alla tenzione odierna.
    La guardia osservò, anche se da lontano, la carta e i sigilli rossi bene in vista.
    “Dunque voi sareste…” chiese con voce incrinata dallo stupore.
    “Renato da Civitanova, signore del Lido Veneziano, dove sono solito addestrar campioni alle ore più impensate.
    “Terre ricche?”
    “No, solo sabbia, tronchi et buche infide! Queste, invero “ fece cenno agli occupanti dello scassato veicolo” sono le schiere mie: la Compagnia delle Valli Della Marca.
    Dove fossero tali Valli, la guardia lo ignorava, ma di certo non dovevano essere luoghi molto ricchi, visto l’aspetto dei partecipanti. Con ancora un po’ di dubbio diede l’ordine di alzare la grata di ferro e li lasciò entrare.
    Poi, con un’alzata di spalle, se ne tornò al fresco della guardiola.

    “Stirpe di ignoranti e buzzurri” Renato da Civitanova fermò il carro in prossimità di una vigna, vicino al campo del torneo, segnalato da bandiere al vento e lunghi archi di stoffa colorata e affollato da un via vai di cavalieri e scudieri “Non riconoscer la nobiltà a prima vista.”
    “Certo che con qualche scudo in più si potevan comperare vestiti novi et uno veicolo più adatto” replicò uno dei partecipanti, saltando giù dal bordo sconnesso dei veicolo. Privo di capelli, con la barba sfatta e le occhiaie nere e con indosso un giubbino rosso stracciato sembrava un lebbroso in via di guarigione.
    “Silenzio, Roberto da Guarnera. Piuttosto vai a rubare una penna d’oca e inizia a scriver le gesta della giornata. L’Impresa nostra farà la storia!”
    “Manderò Vanessa da Potentia in qualche pollaio. Magari oltre che alla penna rimedierà anco un’oca, da fare arrosto.”
    “Senza danari” replicò subito la ragazza, ammonendo il marito con un dito “Dubito che qualcuno mi dia qualcosa, a parte forse un calcione nei fondelli. Meglio tentar un furto di destrezza nel forno del paese, di certo ricco di paste e dolcetti.
    Renato sciolse i cavalli e tirò fuori da una sacca di cuoio dei bastoncini colorati, con l’asta di legno consunta e la punta in ferro nero acciaccata da mille passeggiate.

    “Orsù mie prodi, sistemiam lo campo come si convien alla nostra nobile origine e con tutte le comodità de lo caso. Rosanna dei Monteverdi, estrai dolci e pane preparati prima della partenza. Fortuna tu che sennò stavamo a morir di stenti Tetti, prima di somministrar gli infusi ricchi di erbe et energia, issa alta bandiera delle Valli. E tu, Patrizia da Serrapetrona, piazza la botte di vino delle tue terre in un angolo, che serva da ristoro prima e dopo la gara e per lo periodo successivo.”
    “Ma che te voi ristorà, Duce” rispose l’interpellata facendo rotolare la botticella “Con quattro litri dobbiamo andarci avanti una settimana, e semo in dieci!”
    “E che stendardo alzo, che abbiam solo uno bastone da una spanna con un miserrimo straccio appeso?”
    “Sempre lo medesimo lamento che sale nei cieli” sentenziò Renato lanciando occhiate di fuoco “Accantonate li magagni e accendete piuttosto lo foco della tenzione. Come state, prodi partecipanti?”
    “Io stanotte non dormii mai” attaccò Andrea da Recanati, pallido in volto e smagrito “Ebbi forti dolori e giramenti di testa.”
    “Io non imbraccio li bastoni da una settimana” proseguì l’uomo con la barba, Umberto dei Santelpidi “E po’ ce fumo pure sopra. Osservai però con scrupolo l’alimentazione dell’atleta prima de lo torneo. Cibi pochi ma ogni ora sin dal sorger del sole.”
    “Io son pronta!” concluse allegra Cristina da Recanati, moglie del prode Andrea “Che sia di noi ciò che il Signore vorrà.”
    Renato li passò in rassegna con gli occhi spiritati. “Più che pronti alla pugna mi sembrate pronti per lo ospizio. “
    “Parli tu, signore mio” Tatiana, consorte del prode Renato, uscì dal gruppo con le braccia larghe e il fare nervoso “Che hai uno ginocchio malandato? Non ti avevo forse raccomandato di abbandonar l’impresa?”
    Il Cavaliere della Marca reagì con uno dei suoi proverbiali ruggiti.
    “Che dici, donna? Gli infusi della farmacista Tetti ci doneranno vigore, tanto da superar li danni e vincer la gara. Dunque, beviamone tutti. Quali erbe segrete hai pestato e distillato, amica mia?”
    La ragazza esitò, in evidente imbarazzo. “Rosmarino, trifoglio et erba di campo.”
    “Qual campo?”
    “Quello dietro casa…”
    “E quali proprietà hanno simil vegetali, che io la ignoro?”
    “Nessuna , Duce. Ma monete per comprar l’erbe pregiate non c’erano.
    Patrizia strizzò l’occhio con fare astuto e si intromise “Forse lo liquore sfuso che portai da Serrapetrona, il rarissimo Varnellum, unito all’intruglio, sortirà un effetto benefico, ma non ne son sicura.”
    Renato evitò di rispondere e distribuì invece gli attrezzi ai partecipanti per poi spingerli sul circuito di prova. Gli occhi spiritati e lo sguardo rivolto al cielo in una muta preghiera facevano di lui un vero Cavaliere.
    Andrea, Umberto e Cristina iniziarono a correre sulla terra bagnata e scomparvero assieme al fiero condottiero dietro i filari di vigne, al grido di “Dio Lo Vuole!”

    Come sia finito il torneo non ci è dato saperlo, perché le cronache dell’epoca, redatte da Roberto da Guarnera, sono andate perdute. Di certo però si sa che nell’Abbazia di Castelnuovo è conservato un reliquiario con un certo “ginocchio di Renato”, che un’iscrizione sul palazzo comunale parla della ricerca, senza frutto dei “Cavalieri Della Marca perduti nelle vigne” e che ogni 15 di Ottobre nei campi attorno a San Gusmè si celebra ancora la festa di San Cristina.

  5. Stefano Vesprini Stefano Vesprini scrive:

    Porca miseria Robè, che forte.ancora ci sganasciamo dalle risate con Serenella.
    COMPLIMENTI

  6. Rosanna Monteverde scrive:

    Bravo Roberto, come sempre, sei fortissimo a ricamare con le parole!!!
    È stata una piacevole uscita! Renato è una garanzia… pensa a tutto….anche a far uscire il sole e a far piovere solo nelle vicinanze di S.Gusme’….tanto è vero che, durante la passeggiata, abbiamo visto l’arcobaleno!!! Grazie a tutti per la bella giornata!

  7. Andrea Pretini Andrea Pretini scrive:

    Grande Roberto,
    se usassi i bastoncini come usi la “penna”, saresti il Campione italiano di Nordic Walking !!!!

  8. Patrizia Rocco scrive:

    Roberto sei una forza !!! Patrizia l’Oste… me piace !
    È scritto talmente bene che rappresenta vividamente la situazione ????!

  9. Roberto Guarnieri Roberto Guarnieri scrive:

    Grazie ragazzi… ma avete fatto tutto voi. Io l’ho solo raccontato! Impagabili queste uscite Nordic!

  10. Gaetano Chioma scrive:

    bella Roberto! Oltre ad una bella risata per un momento mi sono sentito li vicino a voi (a loro).
    non mollare questa bella iniziativa!

  11. Simone Marzorati Simone Marzorati scrive:

    …e ora all’arrembaggio del forte anconitano!

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