Ecomaratona del Chianti

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Ecomaratona del Chianti --- Castelnuovo Barardenga - 14 ott 2017 - 07:30

EcoChianti2017_fbSabato 14 Ottobre, come anticipato negli ultimi allenamenti, proponiamo ai nostri soci la partecipazione alle manifestazioni di Nordic Walking inserite all’interno della XI edizione della Ecomaratona del Chianti. La manifestazione 4^ Arceno Nordic Walking, camminata non competitiva di 11 km, organizzata dal Team Colline Toscane NW, si completa, come lo scorso anno, con la gara del NW Agonistico Federale, 7^ ed ultima tappa del circuito FIDAL, che assegnerà il titolo italiano di specialità.
Il circuito della RACE, nel paesino medievale di S.Gusmè, è ovviamente all’interno di una vigna ed è considerato uno dei più impegnativi del Circuito Federale.
Concluderemo poi a tavola con tutti i partecipanti a Castelnuovo Berardenga, altro paesino del ‘Chiantishire’.


Le foto

nordic walking macerata ecomaratona del chianti


Commenti

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Pubblicato in Annunci, In Evidenza
9 commenti su “Ecomaratona del Chianti
  1. Concetta Liscio Concetta Liscio scrive:

    Una giornata stupenda.Panorama affascinante lungo TUTTO il percorso, non ho mai partecipato ad una uscita cosi bella.organizzazione ottima,e…udite udite… addirittura la cena al palazzetto dello sport per una enormità di persone è stata discreta. E vogliamo parlare della colazione????????come sempre il “capo” ci stupisce con effetti speciaĺi.
    Grazie a tutti per la fantastica compagnia.

  2. Simone Marzorati Simone Marzorati scrive:

    Bravi tutti!
    un bel gruppone che ha “dominato” la scena di tutto il circuito Challenge.

    Un grande grazie! alla nostra giovane “treccia tricolore! che ci ha riempito di orgoglio con il suo grande risultato.

    Un “brava” alla nuova atleta Piera!

    e ovviamente ai due “racer” che strenuamente hanno partecipato a tutte le gare.

    insomma Presidente, che vuoi di più, un’annata al top.
    tante fatiche, almeno in parte, speriamo, ripagate ;-)

  3. Renato Vita Renato Vita scrive:

    Verissimo caro il mio ‘Delfino’ (anche se voi in Padania i ‘Delfini’ li chiamate in un altro modo) sono molto orgoglioso del gruppo, sempre compatto ad ogni ‘avventura’, un po’ restio a commentarle le imprese, ma per questo c’abbiamo Roberto che, ad onor del vero, dopo il romanzo breve o racconto lungo che dir si voglia sui ‘Camminatori nordici’ delle Lande Scozzesi si è preso una pausa di riflessione … ma ora è pronto a tornar in pista … lo ha solennemente promesso all’ultimo allenamento. Anche per le Race non posso nascondere la soddisfazione … otto podi di categoria (più quello finale … sebbene facile facile) non sono pochi e poi … cosa molto più importante … nessuno che sia stato squalificato! … per il ‘voler di più’ … direi di non porci limiti … riuscire ad allargare il gruppo dei partecipanti a queste ‘sortite’ da tutti apprezzate per il divertimento in compagnia ad esempio non sarebbe male ed anche convertire qualcun’altro a provare a mettersi in gioco per trovare nuovi stimoli più … prestativi … potrebbe essere un altro buon risultato …
    In conclusione, comunque, non posso che ringraziarvi tutti perché se riusciamo ancora ad organizzare la partecipazione a queste manifestazioni ed a divertirci il merito è soprattutto di chi vi prende parte e ci supporta e … sopporta … perché nessuno è perfetto … tranne ovviamente qualche rarissima eccezione … e non cercate di trovare fatti o persone reali che rispondano a questa ultima affermazione.
    Vi aspetto ai prossimi allenamenti itineranti

  4. Roberto Guarnieri Roberto Guarnieri scrive:

    Di nuovo calchiamo i campi di San Gusmè, già teatro lo scorso anno della prima storica Race, in una bellissima giornata di sole come solo la Toscana in autunno sa regalare. Grande compagnia e grande debutto della nuova maglia sociale bianca, e una ulteriore bella pagina della nostra storia Nordica.
    Uscite come questa consolidano i rapporti tra i soci come non mai e, in genere, chi inizia a farle poi non smette più.
    E iniziamo la serie di resoconti e racconti autunnali con una mia particolare visione… futura. Dal Medioevo dello scorso anno passiamo a un po’ di anni in avanti.

    LA REIS

    “Nonno, raccontami ancora di quando facevate la Reis”
    Un lungo sospiro. Mi tiro su dalla poltrona e accarezzo mio nipote Piero sulla testa, arruffandogli i capelli. Rimane lì, fisso con gli occhi spalancati di curiosità, in attesa.
    “Te l’ho raccontata tante volte, quella storia.”
    “Però mi piace sempre. “Insiste caparbio “Dai, inizia dal viaggio.”
    Non c’è nulla da fare. In fondo fa piacere anche a me ricordare i vecchi tempi.
    “Il viaggio… si partiva all’alba, tutti con i giubbini rossi. Sul piazzale della vecchia pasticceria di San Marone spiccavamo come papaveri in un campo di grano. E mentre consumavano paste e caffè i clienti leggevano curiosi le scritte sulle magliette chiedendosi chi diavolo fossimo. C’era chi arrivava anche mezz’ora prima per mangiare cornetti al pan di spagna. E chi si dimenticava la sveglia e veniva con tutta calma in ritardo come se niente fosse.”
    “E dove sta questa pasticceria?”
    “Non c’è più. Hai presente quel negozio grande grande, quello pieno di cinesi vicino alla Moschea? sulla collinetta? Ecco, era proprio in quel punto.”
    “Quindi i dolci non si possono prendere più” conclude deluso con una smorfia.
    “Dopo colazione ci si accordava per le macchine, ma tanto Renato aveva già deciso tutto, anche se c’era sempre qualcuno di più o di meno… e con un paio di urlacci sistemava tutto. Ogni volta ci si dimenticava qualcosa nell’auto, tranne la roba da mangiare, trasferita con piatti, contenitori e buste di carta. E poi si partiva con l’auto. Quanti ricordi… Siena, Cortina, Tivoli. C’era sempre il sole.”
    “Come? Non pioveva mai?”
    “Merito di Renato. Sai, quel signore di cui ti parlo sempre.”
    “Quello della statua in fondo al lungomare?”
    “Esatto, proprio quello. Bè aveva un accordo con il buon Dio. Mi sa che anche Lui, da lassù, faceva Nordic. Perché ci mandava sempre il bel tempo.”
    “E voi avevate un nome?”
    “Certo. Valli Della Marca”
    “E che vuol dire?”
    “In effetti un sacco di gente non l’ha mai capito… C’è una spiegazione ma è troppo complicata.”
    “E’ vero che poi facevate le olo-scene tutti insieme, con le maglie uguali?”
    “Magari. Non c’erano mica le oleografie di oggi. Solo foto su carta, come quelle sbiadite che vediamo ogni tanto negli album. Dovevi metterti in posa e scattare. Solo per raggrupparsi ci volevano dieci minuti e un mare di insulti. E qualcuno finiva sempre voltato o con le mani sul viso.”
    “Le ho viste, queste foto. Tipi strani, però, e tutti diversi: quello con la barba folta, quella con i capelli rossi… Come mai? Oggi non è mica così, siamo tutti uguali” “
    Vai a spiegare a un ragazzino di dieci anni che la legge attuale non prevede variazioni su vestiti, capelli e barba. Omologazione totale, la chiamano…
    “Era permesso, allora. Ognuno poteva avere l’aspetto che voleva. E potevamo mangiare di tutto, mica c’erano le tabelle restrittive. Pensa, alcune amiche preparavano addirittura i dolci a casa. Torte alle carote, torte semifreddo, biscotti.”
    Mi guarda stranito. “Ma non venivano dai supermercati? Senza sacchetti sottovuoto? Nemmeno liofilizzate? Non erano buone di sicuro!”
    “Non ti immagini nemmeno… Ogni tanto tua nonna, di nascosto, ne fa ancora qualcuna. Tanto in casa l’Agenzia di Sicurezza Alimentare non viene di certo a far controlli.”
    “Dai, dimmi della Reis.”
    “Si partiva in un bel gruppo, sotto un traguardo giallo, mentre tanti altri rimanevano a far tifo e mangiare ai bordi della pista o controllare i tempi. E che piste! Strade tra le vigne in Toscana, parchi a Monza, antiche ville romane, sentieri nelle Dolomiti, vie a Venezia.”
    “Venezia? Camminavate sott’acqua?”
    “Non era ancora affondata.”
    Mi guarda perplesso “Andavate anche all’Estero, quindi?”
    “Ma non ti insegnano storia, a scuola? Mica era come oggi. L’Italia era una singola nazione.”
    “Non c’erano i sette Stati?” chiude gli occhi e recita a memoria “Lombardo-Veneto, Padania, Tuscolania, Pontifex Romana, Sicilia, Grande Napoli, Arabia Salento?”
    “Eh no, era tutto unito… Comunque ci si incontrava con gli atleti degli altri club, ed era una festa. Dopo e prima della corsa. Tutta quella gente in marcia, con le magliette rosse, gialle, bianche, azzurre, verdi. Che belle giornate.”
    “Ma insomma, questa Reis… quante ne avete vinte?”
    “Manco una. E come facevi? C’era uno che arrivava sempre primo. Si è ritirato a ottanta anni.”
    “Come si chiamava?”
    “Lascia perdere”
    “Dimmi la verità, era faticoso?”
    “E come no? Dieci o cinque chilometri non facevano differenza. Camminavi veloce, sotto il sole, in salita e in discesa, sulla terra e sull’asfalto. Però per chi arrivava alla fine, come per chi assisteva, era una soddisfazione. E poi dopo vai, a camminare di nuovo.”
    “La facevate tutti, questa Reis?”
    “Eh no, solo in pochi. Renato cercava sempre di convincere più persone a partecipare, ma ogni volta all’allenamento c’era un fuggi fuggi generale… Uno una volta ha anche fatto finta di rompersi una clavicola, pur di non partecipare.”
    “L’allenamento? Dove, qui a Civitanova?”
    “Sula spiaggia. Mica era chiusa per inquinamento, all’epoca. Si poteva passeggiare sulla sabbia e farsi toccare delle onde del mare.”
    “Non era acido, come oggi?” dice inorridito “E non c’erano il fango nero e le meduse velenose? Come facevate?”
    “Niente fango tossico. E acqua pulita. Era permesso anche fare il bagno, pensa te. E una coppia di amici portava persino un cane. Uno vero, si intende. Mica come oggi che per andare al mare bisogna far la fila al parco marino di San Marone, con l’acqua filtrata e la sabbia sintetica.”
    “Sarà, ma non ci credo. Mi sa che mi porti in giro. Comunque, mai nessuno ha vinto?”
    “Oddio, dimenticavo. Ma certo. Laura, la figlia di Renato. Lei un anno aveva vinto il campionato. Campionessa italiana addirittura.”
    “Laura? La vecchia prof di italiano del Liceo?”
    “Mica era tanto vecchia all’epoca… “
    Nemmeno adesso, d’altra parte. Siamo noi che siamo vecchi decrepiti. Accidenti!
    “Insomma: correvate in pochi, tutti a guardare, non vincevate mai e mangiavate prima e dopo. Non mi sembra tanto avventuroso.”
    “Però c’erano le passeggiate dopo la gara. Tanti chilometri. E tanto divertimento. Non ti immagini nemmeno. Non era come la realtà virtuale, con gli occhialoni senza uscire di casa. Quelle erano sensazioni vere. Il freddo del mattino, il sudore, il sole sulla pelle, chiacchierare tra noi e farsi mille risate. E l’emozione quando intravedevi in lontananza il ristoro.”
    “Che sarebbe”
    “Era una sosta in mezzo alla camminata. Offrivano roba da mangiare per tornare in forze.”
    “Pillole Neutrix? Proteine in polvere?”
    “Molto meglio. Pane e nutella, marmellate, torte… ma tu non puoi capire.”
    “Mi sa che tante cose non posso capire. Roba troppo vecchia.”
    Mi alzo con cautela e stiro la schiena. Le gambe sono un po’ legnose. Faccio un giretto attorno alla poltrona e racconto ancora un paio di aneddoti. Piero mi ascolta poi, con un gesto tipico dei bambini della sua età, perde interesse. Accende la parete e si mette a cercare tra i mille programmi in rete.
    Mi avvicino alla finestra e elimino il filtro, impostato sulla pianura irlandese. E’ una bella giornata di sole, la nebbia si è dissolta. Sono le tre del pomeriggio. A passo lento scendo in garage, mi guardo attorno guardingo, apro l’armadietto e tiro fuori i bastoncini.
    Gli amici, i vecchi reduci, mi stanno già aspettando alla pista.
    Impugno gli attrezzi e un’ondata di calore e entusiasmo mi travolge, proprio come tanti anni fa.
    Andiamo a fare Nordic Walking!

  5. Renato Vita Renato Vita scrive:

    …mica male i ‘Reduci delle Valli’
    bravissimo Roberto come sempre … poi me la rileggo con calma … ci sono passaggi mooolto interessanti

  6. Maurizio Ciarapica scrive:

    Grandissimo come sempre il ns Roberto che con il suo racconto ci ha proiettati nel futuro,ma a noi piace rimanere nel presente delle ns valli , calli veneziane ,ville romane e vigne toscane.
    Splendida giornata di sole ( merito di S.Renato) passata in ottima e divertente compagnia tra vigneti e tanto verde delle colline toscane.
    Complimenti ai ns atleti piu’ audaci che hanno partecipato alla ” Race” in particolare a Laura fresca vincitrice del campionato italiano di categoria.
    Ottima organizzazione del “maestro” e grazie a tutti per la giornata trascorsa insieme.

  7. Francesca Pizzichini scrive:

    Grande come sempre Roberto, racconto emozionante. Anche stavolta luoghi e compagnia incantevoli. Ottima l’organizzazione e complimenti a tutti gli atleti della Race. Le risate ovviamente non sono mancate…e neanche il cibo….Alla prossima!!!

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