Nordic Walking a Macugnaga

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Proposto da Chiara e Simone

NW_Macugnaga_06.jpgAlle pendici della maestosa parete Est del Monte Rosa, la seconda montagna più alta d’Europa, si trova il paese di Macugnaga, piccolo borgo dove il tempo si è fermato (almeno a 40 anni fa!…). Qui si possono osservare ancora le case dei Walser, popolazione montana che popolò queste valli circa due secoli fa. Il Tiglio davanti alla Chiesa Vecchia testimonia il passare del tempo con i suoi 800 e passa anni, una delle piante monumento italiane, la quale ha osservato il passaggio e le vicende di uomini avventurosi dal XIII secolo fino ai giorni nostri. Il piccolo ma fiero cimitero degli alpinisti ricorda quanto la montagna sia un’irresistibile attrazione per l’uomo, esploratore della natura e di sé stesso, ma anche impassibile e dura con chi vuole svelarne ogni segreto e mistero.
Alla base di ghiacciai, cordoni morenici e altri aspri ambienti glaciali, gli abitanti della Valle Anzasca si sono ritagliati il loro spazio tra boschi di pini e prati solcati da torrenti provenienti dalle numerose cascate della zona.
In questo ambiente si snoda il percorso che sembra già pronto apposta per il nordic walker che vuole contemplare una natura selvaggia da un punto di vista facilmente percorribile. A partire dalla piazza della frazione centrale di Macugnaga, denominata Staffa, appena dietro le case si imbocca il sentiero che immediatamente si immerge nel bosco. Superato un ponte che scavalca il torrente, ci si trova poco dopo sulla riva destra e si segue la carrareccia verso valle svoltando a sinistra. Ora, con leggeri sali e scendi spesso pianeggianti, si percorre il bosco fino all’imbocco della Val Quarazza.
La valle inizia dalla diga che si trova sulla sinistra del sentiero e dietro alla quale insiste il piccolo lago delle Fate che accoglie i visitatori circondato da prati verdi, una baita-bar dove ristorarsi o ammirare la valle che si allunga dritta fino al lontano passo del Turlo. Intorno al lago, vari spiazzi verdi e piccoli ruscelli permettono di fermarsi per piacevoli pic-nic.
Da questo punto si può proseguire sul largo sentiero che rimane sul fondo valle e costeggia il torrente, camminando su terra battuta molto regolare e piacevole per la camminata. La lunghezza del percorso a questo punto diventa soggettiva; il percorso è agevole e pianeggiante fino alla Città Morta, dove tra i ruderi delle case di pietra si può osservare quel poco di testimonianza che rimane dei tanti luoghi di escavazione mineraria che nel XIX e inizio XX secolo portarono all’apertura delle miniere d’oro. In questo punto purtroppo il terreno è tutt’oggi inquinato dalla presenza dei resti del centro di produzione della miniera. Nonostante questo, vale la pena affacciarsi sul ponticello di legno appena dietro i ruderi per ammirare la lenta levigatura che costantemente il torrente opera sulle coloratissime rocce sottostanti, formando limpidissime pozze d’acqua e ipnotici giochi d’acqua.
Ritornando sui propri passi si ripercorre il sentiero fino al lago delle Fate. A questo punto si può decidere di scendere poco dopo la diga, prendendo una deviazione a destra del sentiero e abbandonando per una decina di minuti la tecnica del Nordic, e andare a visitare la miniera d’oro della Guia.
L’entrata della miniera è suggestiva perché appena di fianco ad una cascata che si può osservare anche dall’alto scendendo dal boscoso sentiero. Inoltre si percorreranno i lunghi cunicoli della miniera fino a trovarsi direttamente un centinaio di metri proprio sotto il centro del lago delle Fate.
Usciti dalla miniera si può ritornare a Staffa passando dall’incantevole frazione di Isella, in cui le tipiche casette di legno decorate dai variopinti fiori dei balconi, la chiesetta medievale e l’antico forno si combinano in un quadretto che è davvero un piacere per gli occhi.
Passando tra le case e ritornando nel bosco si raggiunge di nuovo il sentiero dell’andata. Prima del ponte che riporta al centro di Staffa, se il percorso ancora non ha soddisfatto appieno l’inesauribile voglia di camminare, si può tenere la sinistra e percorrere la carrareccia fino alla frazione finale di Pecetto, ultimo lembo urbano di Macugnaga prima dell’aspra e meravigliosa montagna che solo da qui svela la sua cima e ammalia con la sua bellezza i fortunati visitatori che possono scorgere i suoi 4638 m di altezza.

Caratteristiche del percorso

Distanze
  • Staffa-Lago delle Fate: 2.5 km
  • Lago delle Fate-Città Morta: 2.2 km
  • Miniera della Guia-Staffa: 2 km
  • Staffa-Pecetto: 1.5 km
Dislivello: tra i 50 e i 100 m

Difficoltà: facile

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Le foto


Commenti

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2 commenti su “Nordic Walking a Macugnaga
  1. Antonietta Valeriani scrive:

    Bello….ci facciamo un pensierino Renato?

  2. Renato Vita Renato Vita scrive:

    Anche due pensierini … magari si arriva fino a Zermatt

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