Uscita ai Piani di Montelago — 03/11/2013

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Tra le Valli della Nostra Marca del Chienti e del Potenza – Camminata Nordica ai Piani di Montelago --- Sefro - 3 nov 2013 - 10:00

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Altopiano di Montelago

Altopiano di Montelago

Proponiamo ai nostri associati per domenica 3 Novembre una camminata con i nostri bastoncini che con un anello ci porterà a visitare l’altopiano di Montelago. I due piani a circa mille metri di altitudine, tra le Valli del Chienti e del Potenza, sono il risultato del prosciugamento di un lago avvenuto nel XV secolo ad opera dei Da Varano, signori della città ducale di Camerino, ed il taglio nella roccia tra il piano di Sopra e quello di Sotto, realizzato per il prosciugamento, porta ancora il loro nome.
Nella zona dell’altopiano sono state trovate tracce della presenza dell’uomo fin dall’Età del Bronzo, da un punto di vista geologico sono presenti evidenti fenomeni carsici, botanicamente interessante per la presenza di un lembo di torbiera unico esempio nell’Appennino Marchigiano.
La passeggiata ci vedrà impegnati fino a metà pomeriggio.

Programma

  • Partenza: Civitanova Marche ore 08:30 parcheggio antistante la Pasticceria S. Marone
  • Partenza camminata nordica : 10:00
  • Pranzo (al sacco): 13:30
    Per chi lo desidera, è possibile pranzare in un agriturismo lungo la strada di Montelago

Caratteristiche del percorso

Distanza andata e ritorno 11 km circa – Dislivello 400 m.

Abbigliamento

Adatto ad un ambiente montano: scarponcini tipo trekking, pantaloni lunghi, felpa, parapioggia, cappello, cambio da lasciare in auto.


Visualizza il percorso con Google Maps

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Geogranelli

montelago nordic walking valli della marca Civitanova Marche Macerata

Tra bacini lacustri e marini: l’itinerario di Montelago

Sfidando il tempo incerto, ci siamo inoltrati nei prati verdi di Montelago, aiutati dalla spinta sui nostri bastoncini che ci ha permesso di contrastare il vento intenso.
Montelago: già il nome è tutto un programma. Là, sopra quel monte, c’è un lago … o almeno c’era. Il suolo erboso su cui stiamo camminando ricopre dei sedimenti lacustri, depositati sul fondo di un piccolo lago che riempiva questa valle. E’ noto dalla storia che i Signori di Varano, alla fine del secolo XV (… e quasi all’inizio del XVI come qualcuno notava!) commissionarono l’incisione del costone di roccia che tagliava in due la valle, in modo da far defluire le acque paludose verso gli inghiottitoi presenti nella parte meridionale dell’altipiano. Gli inghiottitoi sono aperture nella roccia in cui le acque precipitano percorrendo cavità carsiche.
Facciamo un passo indietro: come mai c’erano delle paludi nella parte settentrionale dell’altopiano? La risposta più banale (in senso matematico e cioè la più semplice ed immediata) è che lì c’era acqua che ristagnava. Ma perché? Sostanzialmente per due motivi: uno idraulico, per cui lo strato impermeabile di marne a fucoidi agisce da limite sotterraneo al defluire delle acque (vedi geogranello di valle Sant’Angelo) e uno morfologico, poiché ci troviamo in una conca chiusa su tutti i lati in cui le acque piovane si accumulano ma non possono uscire. Quest’ultimo aspetto ci riporta ancora più indietro nel tempo, quando le forze di compressione nella crosta terrestre su cui stiamo camminando hanno fatto contorcere e fratturare gli strati di roccia, sollevandoli e portandoli fino a queste quote, creando il paesaggio strutturale a pieghe e sovrascorrimenti con morfologie ondulate dal punto di vista strutturale. Geologicamente parlando le conche di queste ondulazioni si chiamano sinclinali. Ora, mentre camminiamo sui prati di Montelago ci troviamo proprio sopra la sinclinale che determina la forma a conca in cui le acque si raccolgono. Inoltre la depressione si è formata quando le porzioni di crosta più occidentali sono rimaste indietro nell’avanzamento della catena appenninica verso est. Così si sono creati degli spazi e, come la pallina del flipper cade nel buco perché le due aste si sono allontanate, così i terreni del piano di Montelago sono scesi rispetto ai versanti laterali che lo bordano. Infatti, il versante “lato Camerino” rappresenta il piano di scorrimento di una faglia normale in cui il movimento relativo tra il letto della faglia (il monte) e il tetto (il piano di Montelago) avviene verso l’alto per il primo e verso il basso per il secondo.
Attraversata tutta la sinclinale, iniziamo a salire verso una delle creste del paesaggio a pieghe e sovrascorrimenti per dare un’occhiata ad uno dei bacini sedimentari minori dell’Appennino umbro-marchigiano, il bacino di Camerino. Infatti, arrivati in alto ci ripariamo dal lato sottovento e ci godiamo la vista che si apre davanti a noi, potendo ammirare un paesaggio di dolci colline in mezzo a due catene di montagne che le circondano, quella su cui siamo seduti e quella oltre Camerino. Le colline di Camerino sono formate da strati di arenarie, quelle che un tempo erano sabbie di un piccolo bacino marino quando le catene montuose circostanti, formate essenzialmente da calcari, sono emerse dal mare.
Quindi, nel nostro percorso abbiamo attraversato un piccolo bacino lacustre formatosi mentre si sollevano montagne, le cui acque finiscono in bui meandri sotterranei, per poi giungere alla vista di un bacino ben più grande ma chiamato “minore”, cavalcando un monte che una volta (qualche milione di anni fa …) si affacciava su golfi e insenature bagnate da acque salate.
Eppure, ora, sembra tutto così calmo su quel monte dove una volta c’era un lago …


Le foto



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6 commenti su “Uscita ai Piani di Montelago — 03/11/2013
  1. Patrizia Mataloni Patrizia Mataloni scrive:

    Quando si dice andiamo a cercare un pò d’aria “buona”….. e già, noi impavidi del gruppo “Nordic Walking Valli della Marca” oggi in questo luogo di straordinaria bellezza ci siamo sentiti avvolti, quasi soverchiati da tanta aria buona!!!!
    Ma come descrivere questa ennesima avvincente esperienza?..,un susseguirsi di splendidi scorci panoramici abbelliti dai colori di un autunno incipiente, una camminata per i sentieri dove solo animali selvatici e mucche al pascolo osano avventurarsi
    un sentirsi librare nell’aria laddove forse solo le aquile osano!!
    e dove solo la perizia e l’esperienza del nostro maestro Renato ha evitato che qualcuno di noi si perdesse per sempre nell’immensità di tanta bellezza!!
    Sicuramente una giornata da non dimenticare

  2. Lucia Paese scrive:

    Una giornata emozionante…? E ‘ dire veramente poco per l’uscita ai Piani di Montelago! Un panorama mozzafiato e dei compagni di viaggio, arditi..(e’ dire niente..) nell’affrontare lo sguardo minaccioso della mandria e le ire impetuose di Eolo! Grazie a tutti per la bella giornata trascorsa insieme. PS dimenticavo…grazie per avermi fatto sentire una libellula!!

  3. Concetta Liscio Concetta Liscio scrive:

    Ho appena letto il commento di Patrizia e Lucia, che dire di più? Potrei aggiungere che mentre Lucia vestiva i panni di una libellula,io mi calavo nel ruolo di Mary Poppins… i complimenti a Renato sono veramente dovuti, grazie alla sua scrupolosità e all’attenzione con cui prepara le uscite siamo riusciti a raggiungere comunque ridendo e scherzando come sempre, il traguardo più ambito da tutti; LA POLENTA DEL RIFUGIO!!!!
    Al gruppo veramente simpatico mancava solo la nostra dolcissima mascotte: Sally. Attendo con ansia di scoprire cosa ci riserverà la prossima uscita.

  4. Renato Vita Renato Vita scrive:

    Gruppo eterogeneo ed ‘acrobatico’ che per fermarli bisogna…’abbatterli’.
    Thelma e Louise che negli spazi ampi trovano la loro migliore espressione … che c…aspita è tutto ‘sto vento.
    L’entusiasmo contagioso di Concetta.
    Mauro che novello Leonardo cerca di imitare un deltaplano ma l’unica cosa che riesce a far volare è il cappello che troverà poi nella Marca di Camerino.
    Simo che scatta a raffica come Helmut.
    Chiara che pensa alla dieta…di Simo…polenta oggi…affettato domani.
    La piccola che alla partenza…’per quanto dobbiamo camminà’… ‘uffa che pizze’ poi dopo due ore scatto e 200 mt di corsa.
    …oh!…mica ci si annoia con questi qua è!
    Simpatica domenica di un autunno che…sembrava non arrivare!

  5. Patrizia Mataloni Patrizia Mataloni scrive:

    Un commento alla foto n.18 dell’album di Renato… Molti di noi sono rimasti piacevolmente colpiti dall’abbondanza di licheni presenti sui rami degli alberi della piana di Montelago, insisto sul piacevolmente perchè questa ha rappresentato, qualora ce ne fosse stato bisogno, una certezza riguardo alla salubrità dell’aria circolante in tale contesto ambientale. I licheni sono organismi simbiotici derivanti dall’associazione di due individui: un organismo autotrofo, un cianobatterio o un’alga, (per lo più una clorofita), e un fungo, in genere un ascomicete o un basidiomicete.
    I due simbionti convivono traendo reciproco vantaggio: il fungo, eterotrofo, sopravvive grazie ai composti organici prodotti dall’attività fotosintetica del cianobatterio o dell’alga, mentre quest’ultima riceve in cambio protezione, sali minerali ed acqua.
    E’ stato confermato da studi e ricerche a riguardo che i licheni crescono e si sviluppano in modo così rigoglioso soprattutto in ambienti con basso livello di inquinamento, inoltre fungono loro stessi da sentinelle contro l’inquinamento in quanto assorbono i metalli dispersi nell’aria.
    Esistono dei metodi che valutano la qualità dell’aria proprio attraverso la quantità di licheni presenti sui tronchi degli alberi: se i licheni sono molto abbondanti e diversificati (molte specie), l’aria è pulita. Viceversa, la presenza solo delle specie di licheni più resistenti o, addirittura, l’assenza totale dei licheni indicano una qualità dell’aria scadente o pessima.
    Siamo grati a Renato per la scelta di queste felici oasi naturalistiche!

  6. Renato Vita Renato Vita scrive:

    Grazie a Patrizia per averci dedicato un po del suo tempo per questi ‘bio-appunti di viaggio’

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