Circuito Challenge 2018 – Bologna

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challenge nordic walking macerata

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Circuito Challenge 2018 – Bologna --- Bologna - 21 apr 2018 - 09:00

ChallengeBologna2018_fbSabato 21 e Domenica 22 aprile per il 2° appuntamento del Circuito Agonistico Federale di Nordic Walking e per il 4° appuntamento del Challenge della SINW proponiamo ai nostri soci una due giorni felsinea. La gara del Sabato si svolgerà all’interno del Parco dei Cedri al confine con San Lazzaro di Savena. La camminata nordica della Domenica ci permetterà di seguire il corso dell’Idice nell’Oasi Fluviale dentro al Parco dei Gessi fino ad un affaccio sui calanchi dell’Abbadessa, affioramenti gessosi tipici della zona.
Per info ed iscrizione contattare Renato 335 6889892.


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7 commenti su “Circuito Challenge 2018 – Bologna
  1. Marcello La Sorda Marcello La Sorda scrive:

    Un grande in bocca al lupo ai partecipanti alla Race. Forza ragazzi e ragazza, Bologna è tutta vostra

  2. Simone Marzorati Simone Marzorati scrive:

    Dal nostro inviato, riportiamo la radiocronaca di
    “Tutta la Race minuto per minuto”

    Sotto un sole estivo incastonato in mezzo al cielo, i primi tifosi del Valli della Marca hanno raggiunto il Parco dei Cedri per posizionarsi nei punti strategici del circuito. Già alle 13.30 accampamenti improvvisati hanno macchiato il prato verde, dove loschi individui, tra schiamazzi e grasse risate, hanno spartito salami e salumi, pane e vino e altre cibarie che, si narra, appartengano a razzie di precedenti competizioni. Alcune tifose, per ingannare la nervosa attesa, si esibiscono in coreografie che attirano l’attenzione e la curiosità di ignari passanti con i passi tipici del ballo del loro paese: il Lalli Galli della Marca.
    Consumate le rituali procedure di avvio e distribuiti i pettorali, i giudici hanno esposto le ferree regole di gara per evitare che i concorrenti si trasformino in saltellanti gazzelle, ingobbite iene da corsa o oscuri lupi mannari senza luce.
    Salgono in cattedra per prime le concorrenti donne e a quel punto l’aria surriscaldata fa andare su di giri il già carico Presidente del Valli che scalpita per l’unica rappresentante femminile della sua compagine: la rivelazione del campionato italo americana Cris Tina (si legge “Cris Taina”), di origini recanatesi. La Cris è supportata dal procuratore-autista-portaborse-massaggiatore Andrè Prét-à-porter, il quale è pronto ad esaudire qualsiasi richiesta dell’esigente aspirante campionessa. L’atleta viene chiamata dallo speaker per posizionarsi in prima fila, di diritto nell’olimpo della top ten rosa dopo la prestazione della prima tappa. Per qualche istante, insieme alla canicola, cala un silenzio desertico appena il giudice di start chiede conferma del “pronte a partire”. Bang! Esplode lo scoppio di “via” così come le fasce muscolari delle atlete che, da immobili statue sospese dall’apnea, si sciolgono in uno scatto da faine. Cris Tina astutamente si infila in mezzo tra le prime e si ritrova subito quarta, ovvero esattamente al punto dell’arrivo precedente.
    La gara immediatamente si palesa dura e la velocità è vertiginosa. Le prime quattro atlete sono separate da pochi metri anche se le prime due sembrano tentare la fuga. Il gruppone è già distaccato al secondo giro e dopo Cris Tina inizia il vuoto. Davanti a lei un’ottima avversaria che con uno stile praticamente impeccabile macina falcate da caterpillar. Ma la Cris non demorde e la tiene a tiro a qualche decina di metri che a metà gara sembra una distanza incolmabile. Ma è proprio nel momento di maggior fatica, tra il terzo e quarto giro, che inizia la piccola impresa, un graduale e impercettibile recupero, passo dopo passo e spinta dopo spinta.
    Al quarto giro le prime due sono scappate e ormai imprendibili e si giocano la vittoria quasi gomito a gomito, con uno stile forse da rivedere. Appena dietro la lotta entra nel vivo, poiché Cris Tina ha mangiato gran parte del vantaggio dell’avversaria, la quale ormai sente l’incessante picchiettare dei bastoncini dell’atleta del Valli della Marca. Il tifo sugli spalti cresce, il Presidente indiavolato si appiccica alla sua paladina per spronarla come cavalla imbizzarrita e rischia la squalifica federale per incitamenti antisportivi.
    Alla fine del quarto giro succede l’imprevedibile. Le due atlete, ormai separate da neanche una decina di metri, si snodano tra le strette curve di fine circuito per lanciarsi nell’ultimo giro. L’atleta davanti, consumata dal recupero di Cris, cerca un attimo di ristoro agguantando al volo il bicchiere d’acqua che le viene passato dallo staff della pista. Sostanze urticanti? Polverine inebrianti? Una goccia di nocino Malli della Marca? Non sapremo mai cosa potesse contenere quel bicchiere d’acqua ma una cosa è certa: l’atleta in terza posizione, pur avendo davanti agli occhi il gigantesco arco gonfiabile del traguardo, esce dal circuito imbroccando una via esterna. Tra lo stupore del pubblico, la costernazione dei giudici e gli sguardi allibiti, con un gesto che va oltre la massima sportività, il Presidente e il suo umile scudiero, contro la propria utilità e con il rischio di danneggiare la propria atleta, si piazzano a barriera davanti all’allucinata concorrente e le indicano di rientrare in pista. Ma Cris, ormai attaccatta dietro, ne approfitta per piazzarsi davanti e iniziare un ultimo giro al cardiopalma. La folla si stringe intorno alla recinzione, le urla di incitamento crescono oltre i decibel consentiti per l’evento e anche ignari passanti si fermano a guardare l’inseguimento serrato. Si parla di centimetri, lunghi un chilometro. Le espressioni sui volti delle due atlete si trasformano in maschere di cera imbalsamate sul fermo immagine della fatica estrema.
    Ultima curva, l’ultimo e disperato tentativo di incunearsi nello strettissimo pertugio tra la Cris e un albero. Ma la marchigiana resiste all’ultimo attacco senza regalare neppure un millimetro e l’atleta emiliana è costretta a perdere la coordinazione a due metri dall’arrivo rischiando di capitolare sull’erba. Mentre un’incredula Cris viene travolta e sommersa dal proprio tifo che ormai non è più contenibile per l’ambizioso risultato raggiunto: salire sul podio assoluto!
    Il Presidente del Valli della Marca è in visibilio e va sotto la tribuna urlando: “ Ve l’avevo detto! Ve l’avevo detto!”, ostentando un minaccioso braccio roteante di mazzoniana memoria.

    Neppure il tempo di far scendere l’adrenalina che i partecipanti alla competizione maschile vengono richiamati alla partenza. In questo caso il Valli della Marca schiera un team di cinque elementi ben assortiti come una vaschetta di gelato artigianale. Nell’assembramento prima dello start, si capisce immediatamente che la squadra ha una precisa strategia. Il capitano René si schiera all’estrema destra delle prime file, el Milanès emigrante all’estrema sinistra, il torello della faleriense (detto il Bull d’oc) al centro, l’esordiente Zio Mauri e l’implacabile Gianni “Love” nelle retrovie.
    Finalmente lo sparo che sbriglia le redini dei cavalli pazzi. Come iene sulla preda, René e il Milanès convergono verso il centro della pista e stringono in una morsa l’arroganza del gruppo che vuole esondare, arginando vari aspiranti alla gloria. Dopo le prime due curve, la partenza è stata così perfetta che i due si trovano tra i primi dieci. El Milanès neanche si capacita di essere per la prima volta in ottava posizione, dove l’aria vicino alla vetta inizia a farsi rarefatta. Ed è così che può perpetrarsi l’astuta strategia del team Valli. René, viste le indiscusse doti atletiche, viene lanciato alla rincorsa dei fuggitivi, mentre el Milanés si calcifica i tibiali e si immola alla causa iniziando il subdolo rallentamento del gruppo, sia per permettere la fuga del capitano, sia per far risalire il Bull d’oc. Zitti zitti, nelle retrovie Zio Mauri e Gianni “Love” camminano sornioni per conservare le sorprese finali.
    Il caldo è ormai insopportabile e allora nelle parti del traguardo ad ogni giro lo staff del circuito, composto da splendide signore armate di bicchieri d’acqua, opera lo sciacquio e il raffrescamento a comando degli atleti. Il tutto è partito dal Milanès che arso dalla calura inizia ad urlare selvaggiamente: “In faccia! In faccia!”. Le impaurite signore si scambiano sguardi interrogativi fino alla specifica successiva: “Lanciate l’acqua in faccia!”. E così inizia un carosello di piccole secchiate che raggiungono gli atleti in qualunque parte del corpo tranne che in faccia. El Milanès, già punto dall’otite, viene centrato dritto nell’orecchio sinistro che lo fa barcollare, appena dopo il Bull d’oc riceve una fresca cascata dritta sulla schiena che lo inarca e irrigidisce ancor più della sua naturale andatura lasciandogli scappare un’acuta disapprovazione.
    E proprio lo zebrato Bull d’oc, pur andando in recupero e abbandonando el Milanès dietro a creare scompiglio, si trova in difficoltà per una seconda dubbia ammonizione che arriva da un giudice che ha una crescentina al posto del cuore. A quel punto il pubblico del Valli della Marca, capeggiato da Rob detto Lo Scrittò, esplode di rabbia inneggiando un coro inferocito all’incolpevole giudice: “Insensibileee! Insensibilè! In-sen-si-bi-leeeee!”, intonato alla perfezione dalla Contessa dalmata. A questo punto i meccanismi della strategia del Valli emergono con spietata precisione: nelle retrovie, Zio Mauri, per distrarre i giudici che ormai si accanivano sul Bull d’oc, si fa ammonire volontariamente. Terminando la spinta del braccio sul bastoncino prematuramente, il giudice lo sanziona per “mancanza di luce”. A quel punto, la recitazione di Zio Mauri è un’ode alla teatralità. Zio Mauri si ferma di colpo e si gira verso il giudice, facendo finta di non aver capito: “Ma come non c’è luce! Con tutto questo sole!”. E senza neanche un tentennamento chiede l’intervento della V.A.R.! I giudici, spiazzati dall’assurda richiesta, si distraggono consultandosi tra di loro, mentre Zio Mauri si allontana sogghignando sotto il pizzetto.
    Il Bull d’oc, libero dalla stretta giudiziale, rincorre spudoratamente René che accusa le fatiche dell’inferno padano. Ormai manca poco più di un giro e René sente, o meglio sniffa, l’arrivo del Bull d’oc, il quale per la prima volta non vuole assolutamente rispettare gli ordini dell’ammiraglia e cerca di superare il Capitano. Ma questo contravviene il patto di ferro ( o meglio di vidia) sancito all’inizio del campionato. E allora, come d’incanto, la maledizione di Tu Anca Mò (colui il quale deve sempre arrivare prima dei suoi sudditi), si scatena all’interno delle viscere di un collassante Bull d’oc che è costretto a rallentare e a raggiungere il traguardo stringendo i denti … e non solo quelli.
    I soliti primi sono già arrivati da un pezzo ma Renè taglia il traguardo primo dei suoi. Bull d’oc lo segue a distanza ormai tallonato dallo stremato Milanès che era inseguito da una furia maceratese di cui ha sentito il fiato sul collo per l’intera gara. Un tranquillo Zio Mauri sfila nei titoli di coda, arrivando a terminare la sua prima gara orgogliosamente da gregario e appena si accorge di avercela fatta scoppia in un isterico richiamo: “Adriana! Adrianaaaa!!”. Alla fine si conteranno cinque squalificati, quindi il risultato è da incorniciare.
    E Gianni “Love”??!!
    Durante la gara l’astuto “Love” ha fatto perdere le sue tracce e si è mimetizzato come un camaleonte tra un albero e l’altro lungo il percorso. E adesso arriva a debita distanza per ultimare il diabolico piano del Valli della Marca: rapire l’intera attenzione del pubblico e convogliare tutti gli applausi e gli onori sul proprio atleta, il quale taglia il traguardo tra un’ovazione che non è stata riservata neanche al campionissimo arrivato per primo. Regalando un gesto di accennato inchino solo come i grandi imperatori si concedono davanti ad un sottomesso popolo, Gianni “Love” va verso il proprio pubblico con la sua ormai famosa andatura ondulante, rilasciando una sola dichiarazione sibillina: “L’Amore vince sempre sul Sesso”.
    Cosa avrà voluto dire? Forse lo scopriremo nei rotocalchi per gli sportivi del complottismo.
    La memorabile giornata si conclude con la conferenza stampa di Zio Mauri che rilascia interviste anche alle tivù più becere della zona (Canale Strutto e Turtelen Channel), anche se nessuno se ne è andato prima di omaggiare la plurimedagliata del giorno, Cris Tina.

    Salutiamo gli appassionati ascoltatori, invitandoli a seguire la prossima impresa del Valli della Marca in quel di Tivoli , facendo sentire il loro tifo con i commenti qui sotto.
    E lasciamo sfogo a Lo Scrittò per raccontarci, insieme ai partecipanti, l’avventura Challenge.

  3. Marcello La Sorda Marcello La Sorda scrive:

    Il racconto di Simone è talmente coinvolgente che mi sono ritrovato a gridare “forza Cristina” “daje Renato” “vai Umberto” “Maurizio sei un grande” “Gianni facci sognare” e “magico Simone”. Tutto questo mentre Sabina mi guardava scuotendo la testa e dicendo “È impazzito”. Complimenti a tutti i racers ma anche ai tifosi, vera anima di questa squadra (di solito così dicono i calciatori)

  4. Gianni Marziali scrive:

    Simone mi hai fatto piangere…questo è vero love!

  5. Renato Vita Renato Vita scrive:

    BELLO!
    Romanzato ma assolutamente veritiero racconto!
    Proprio BELLO!
    La successione è assicurata
    Il Delfino (o come lo chiamano là sulla sponda sinistra del Po) è pronto!

  6. Concetta Liscio Concetta Liscio scrive:

    ragazzi proporrei di modificare la pagina ” commenti” chiamandola “romanzi”.
    Siccome ho avuto notizie che …merita,ho stampato il commento di Simone per poterlo leggere con maggior calma e attenzione ( non amo leggere al pc)
    Quando arriverà quello di Roberto penso che li rileghero’insieme!!!! ;-)
    bellissime le foto, siamo proprio carini con le magliette bianche in mezzo ai fiorellini gialli, facciamo molto primavera.
    se il sole ci assiste avremo altre bellissime giornate da passare insieme.
    ciao a tutti

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