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Percorso da Valle di Cessapalombo alle Lame Rosse

Questo itinerario, che si snoda tra i monti Petrella e Fiegni, all’interno di boschi tra cui spuntano ammassi rocciosi della sequenza sedimentaria umbro-marchigiana, cavalca letteralmente il sovrascorrimento dei Monti Sibillini, conosciuto anche come sovrascorrimento del Fiastrone, in quanto è possibile osservarlo direttamente all’interno dell’omonima gola.
Senza accorgercene, abbiamo camminato lungo il Corpo Superiore del sovrascorrimento, ovvero nella porzione di crosta terrestre che ha sormontato gli strati di roccia sottostanti, accavallandosi al di sopra di essi. Abbiamo calpestato rocce soprattutto appartenenti agli strati di Marne a Fucoidi, Scaglia Bianca e Scaglia Rossa, quindi abbiamo percorso un viaggio a ritroso nel tempo grossomodo dai 100 ai 33 milioni di anni fa.
A quel tempo, un mare poco profondo caratterizzava il nostro ambiente, dove si depositavano strati di materiale calcareo e marnoso. Tutto questo è avvenuto non molto tempo prima (se così si può dire per i tempi geologici!) che questi strati iniziassero a deformarsi creando una superficie ondulata che poco a poco è emersa dal mare e tutt’ora sta formando la catena appenninica.
E così abbiamo percorso a ritroso tutto il movimento che la montagna sta ancora compiendo verso il mare Adriatico, dirigendoci ad ovest verso le Lame Rosse.
La catena di montagne su cui camminiamo si muove di almeno 1 mm. all’anno verso est e la montagna su cui abbiamo camminato si è accavallata sulle rocce antistanti per circa 4,5 km. Perciò il lento e incessante movimento del sovrascorrimento dura da almeno 4 milioni di anni.
Alla fine del percorso giungiamo alle spettacolari Lame Rosse le quali con le loro bizzarre forme e il loro colore rosso-rosato tra il verde dei boschi colpiscono l’occhio anche del più disinteressato degli osservatori. Le Lame Rosse sono composte da detriti di falda di Scaglia Rossa, la roccia di cui sono composte le pareti al di sopra delle stesse Lame. I fenomeni erosivi hanno modellato questo residuo “sospeso” di detriti.
Alcune porzioni più cementate dei depositi hanno resistito all’erosione e hanno protetto il materiale al di sotto di esse, facendo in modo che non venisse eroso al contrario del materiale circostante: in questo modo si sono formate piramidi che impressionano per la loro sfida alla gravità. Ma prima o poi la gravità vince: infatti, le Lame Rosse sono forme del paesaggio molto fragili ed in continua evoluzione, molto vulnerabili agli agenti esterni. Perciò è fondamentale che oltre a pioggia, vento e terremoti anche gli esseri umani non contribuiscano alla loro scomparsa.
Per questo le Lame Rosse sono un diretto esempio della risorsa paesaggistica fornita dalla geologia ma anche dell’estrema fragilità e vulnerabilità del nostro territorio rispetto a quelle che potrebbero essere le attività dell’uomo.

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