petrella fiegni nordic walking Macerata
Monte Petrella e Monte Fiegni: sulla testa dell’ariete
Sabato 25 aprile 2015 ci siamo inoltrati nella macchia dietro Villa di Cessapalombo per salire sul Monte Petrella e Monte Fiegni. Tra un tornante e l’altro, su un tappeto rosso-rosato di ciotoli di Scaglia Rossa, affiorano strati di roccia inclinati a circa 45° con immersione a ovest (Figura 1), così come ci indica la mappa geologica dei Monti Sibillini (Figura 2).Queste rocce, all’apparenza ferme da sempre in quella posizione, iniziano a svelarci parte della storia che stiamo calcando mentre, con un po’ di fiatone, puntiamo alla sommità del rilievo.
Infatti, ciò che abbiamo davanti agli occhi sono strati inclinati ribaltati, ovvero gli strati che vediamo sopra si sono deposti sul fondo del mare prima degli strati sotto; da una posizione piana ed orizzontale, gli strati sono stati piegati come le dita di una mano appoggiata su un tavolo, la quale si chiude a pugno; noi è come se fossimo di fianco alla prima falange che si trova ribaltata sotto il palmo della mano (Figura 3).Iniziando a gustare il paesaggio che si apre intorno a noi, saliamo in alto fin sopra al dorso della mano immaginaria.
Siamo all’apice della struttura geologica già incontrata in altri allenamenti itineranti, il sovrascorrimento dei Monti Sibillini. Il crinale del monte Petrella è lievemente curvo per gli strati che in questa posizione sono inclinati (ma non ribaltati!) a 70° gradi con immersione verso est (Figura 1). Ci troviamo sulla testa dell’ariete, perché se aspettassimo abbastanza tempo (qualche milione di anni…) saremmo trasportati in direzione del mare Adriatico, che ci appare lontano all’orizzonte, da questa enorme struttura geologica che sovrascorre sulle rocce che si trovano qualche centinaio di metri più sotto.Salendo ancora, abbiamo oltrepassato strati di roccia più chiara e grigiastra, la Scaglia Bianca e le Marne a Fucoidi, e ora ci troviamo su un altipiano di prati verdeggianti e spazi aperti sopra al Monte Fiegni (Figura 4).
Rispetto all’uscita precedente in Valnerina, la quale si trova alle spalle del sovrascorrimento, ora cavalchiamo il gigante sulla sua testa.L’ambiente bucolico, il verde dei prati e la nostra umana percezione del tempo ci danno l’illusione di un ambiente tranquillo e in duratura pace; in realtà, sotto di noi, forze gigantesche contorcono, schiacciano, piegano, ribaltano e tagliano le rocce che noi crediamo tanto resistenti.
Poiché il tempo stringe e la fatica affiora (anche per l’ottimo ed abbondante pasto!), non possiamo rimanere ad assistere allo spettacolo ma portiamo a casa l’attuale istantanea di una storia non ancora terminata.
Per approfondire
- Geological map of the Sibillini Mountains (Umbria-Marche Apennines, Italy) – P.P. Pierantoni, G. Deiana, S. Galdenzi. – Scale 1:40000. – Roma : Società Geologica Italiana, 2013.


Sempre più ricchi, professionali ed interessanti i ‘commenti geologici’ di Simone alle nostre uscite, ormai valore aggiunto inalienabile a testimonianza della passione con cui le pensiamo ed organizziamo. Grazie Simo ed ancora grazie a tutti i partecipanti.
Grande Simo ! Ottima descriZione dell’ambiente !
Però il 25 aprile era sabato !!
Corretto! Grazie per la segnalazione.
Sara, quando hai ragione,… hai ragione!