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bosco del cugnolo nordic walking macerata
Se non vedi i commenti o i bottoni per condividere l'evento sul tuo profilo social, clicca qui Allenamento Itinerante al Bosco del Cugnolo --- Torre di Palme - 14 feb 2016 - 09:30
Domenica 14 Febbraio proponiamo ai nostri soci un allenamento itinerante mattutino dalle 10 alle 12 circa in zona Torre di Palme. Partendo dalle mura della frazione del comune di Fermo attraverseremo il Bosco del Cugnolo, area floristica protetta, il cui nome deriva da quello dell’omonima contrada in cui è situato. Il bosco, che si estende per 9 ettari su di un terreno costituito da sedimenti di origine marina (Pliocene), costituisce un interessante esempio di Macchia Mediterranea ancora pressoché integra.
Chi vorrà potrà con breve deviazione portarsi alla Grotta degli Amanti. Due ragazzi del luogo che ad inizio secolo scorso, novelli Romeo e Giulietta, preferiscono, alla forzata separazione, gettarsi per i 70 metri della rupe del Fosso del Lupo legati dallo scialle di lei.
Nelle vicinanze anche Villa degli Aranci, splendida struttura seicentesca di proprietà prima dei nobili conti Adami e poi degli Azzolino.
Tornati nel borgo potremo visitare la romanica chiesa di Sant’Agostino con polittico del Crivelli e tavola di Vincenzo Pagani.
Programma
- Partenza: Civitanova Marche ore 9:00 parcheggio antistante la Pasticceria S. Marone
- Ritrovo: Torre di Palme, parcheggi via Duca d’Aosta ore 9:30
Abbigliamento
Tecnico, con scarpe a fondo ben scolpito o da trekking.
Le foto
-
Allenamento Itinerante al Bosco del Cugnolo
Foto dell’allenamento itinerante al Bosco del Cugnolo del 14 Febbraio 2016
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Geogranelli
dorsale di porto s.giorgio nordic walking Macerata
La dorsale di Porto San Giorgio: mare e monti, tra corsari ed amanti.
Domenica 14 febbraio 2016, dopo un breve viaggio, i nostri amanti del Nordic Walking hanno camminato tra il borgo di
Torre di Palme e il
Bosco del Cugnolo, arrivando ad ammirare finalmente una fase della storia geologica del nostro territorio “relativamente” recente. Infatti, sulla scala del tempo geologico, attraversiamo le epoche del
Pliocene e del
Pleistocene che racchiudono un succedersi di eventi a partire da circa
5 milioni di anni fa.
Ma qui, in questo luogo ammantato da una rigogliosissima
macchia mediterranea (una piccola giungla intricata), ci troviamo in un territorio particolare. Dalle “
balconate” panoramiche che si affacciano sul mare, ci accorgiamo di essere in un posto molto acclive. Siamo sulla “
dorsale di Porto San Giorgio“, area particolarmente rilevata in questo tratto di costa che si è sollevata grazie allo svincolo di
faglie trasversali alla costa stessa. In poche parole, ci troviamo in cima ad una catena montuosa quai completamente sommersa che ha fatto capolino appena al di sopra del livello del mare permettendoci oggi di ammirare le
giallastre pareti composte da
sedimenti marini terrigeni, formati da strati di sabbie e conglomerati.
Questi strati derivano dall’apporto di sedimenti giunti qui dalle catene più interne che scaricarono materiali grossolani nel bacino marino davanti a sé, il quale terminava con il rilievo, allora sommerso, su cui ora ci troviamo. I materiali grossolani franarono nel bacino attraverso
correnti torbiditiche (frane sottomarine) che man mano si intercalano e alternano con depositi argillosi più fini che si depositano sul fondo marino per decantazione.

Sulla dorsale di Porto San Giorgio la sedimentazione è lacunosa proprio per la morfologia rilevata. Alla fine del
Pliocene e all’inizio del
Pleistocene, circa
5 milioni di anni fa, la dorsale si trova appena sotto il livello del mare e viene sottoposta quindi ad attività di erosione, con formazione di uno spessore ghiaioso di circa 10-15 m poi sovrastato da sabbie con stratificazione incrociata a basso angolo, indicative di un ambiente di spiaggia sommerso. Infine, nel
Pleistocene, la superficie emerge formando una piccola isola, seguita successivamente dal resto delle terre che emergono formando la linea costiera.

Anche questa volta, siamo stati testimoni di eventi maestosi che hanno portato alla formazione di questo piccolo ma interessante angolo del territorio che quotidianamente è calpestato da chi vive vicino all’attuale costa delle Marche meridionali. Un ambiente che, da
isoletta emersa pochi milioni di anni fa, si è evoluta in una
barriera naturale servita come rifugio e come postazione di avvistamento, contro gli
attacchi dei corsari dal mare negli ultimi secoli. Oppure, come rifugio e teatro dell’ultimo atto d’amore dei due amanti che poco più di un secolo fa decisero di rimanere per sempre insieme piuttosto che essere braccati e catturati, lanciandosi giù dalla verticale e sabbiosa rupe.
Per approfondire
- La geologia delle Marche, Centamore E. e Deiana G., Riv. Studi Geol. Camerti, num. speciale 73, congresso S.G.I., Roma, 145 pp., 1986
- Note Illustrative della Carta Geologica d’Italia alla scala 1:50.000, A.A.V.V., Foglio 304, Civitanova Marche, a cura di A. Cantalamessa (http://www.isprambiente.gov.it/Media/carg/note_illustrative/304_Civitanova_Marche.pdf), 2011.
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Allenamento Itinerante al Bosco del Cugnolo
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Allenamento Itinerante al Bosco del Cugnolo --- Torre di Palme - 14 feb 2016 - 09:30
Chi vorrà potrà con breve deviazione portarsi alla Grotta degli Amanti. Due ragazzi del luogo che ad inizio secolo scorso, novelli Romeo e Giulietta, preferiscono, alla forzata separazione, gettarsi per i 70 metri della rupe del Fosso del Lupo legati dallo scialle di lei.
Nelle vicinanze anche Villa degli Aranci, splendida struttura seicentesca di proprietà prima dei nobili conti Adami e poi degli Azzolino.
Tornati nel borgo potremo visitare la romanica chiesa di Sant’Agostino con polittico del Crivelli e tavola di Vincenzo Pagani.
Programma
Abbigliamento
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Le foto
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La dorsale di Porto San Giorgio: mare e monti, tra corsari ed amanti.
Domenica 14 febbraio 2016, dopo un breve viaggio, i nostri amanti del Nordic Walking hanno camminato tra il borgo di Torre di Palme e il Bosco del Cugnolo, arrivando ad ammirare finalmente una fase della storia geologica del nostro territorio “relativamente” recente. Infatti, sulla scala del tempo geologico, attraversiamo le epoche del Pliocene e del Pleistocene che racchiudono un succedersi di eventi a partire da circa 5 milioni di anni fa.Questi strati derivano dall’apporto di sedimenti giunti qui dalle catene più interne che scaricarono materiali grossolani nel bacino marino davanti a sé, il quale terminava con il rilievo, allora sommerso, su cui ora ci troviamo. I materiali grossolani franarono nel bacino attraverso correnti torbiditiche (frane sottomarine) che man mano si intercalano e alternano con depositi argillosi più fini che si depositano sul fondo marino per decantazione.
Per approfondire
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