Nordic Walking in Val di Non

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Nordic Walking in Val di Non --- Val di Non - 18 gen 2018 - 15:00

ValDiNon2018_1_fbDicono che ci siano almeno 5 buoni motivi per camminare anche in inverno … e forse anche di più … per questo proponiamo ai nostri soci di andare a verificare nel fine settimana del 20 Gennaio con alcuni allenamenti a passo di nordic avendo negli occhi le nevi, i panorami ed i paesaggi incontaminati della Val di Non. Al cospetto del Gruppo delle Maddalene percorreremo sentieri accompagnati da istruttori SINW e da guide del territorio per ‘staccare’ dal quotidiano ‘livello’ delle nostre spiagge.


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7 commenti su “Nordic Walking in Val di Non
  1. Renato Vita Renato Vita scrive:

    Troppo intensa la due tre quattro giorni? nessuno ha avuto la forza di commentare questa che posso definire, senza tema d’esser smentito, una delle più riuscite serie di allenamenti in ‘quota’ … a partire dall’accoglienza per finire col cibo passando per lo staff e la guida … e dopo l’ossigenazione e l’aumento di globuli rossi (e colesterolo) siamo pronti per affrontare la ‘stagione’ delle gare … ‘ai certificati guerrieri cisposi’
    PS non aspettate sempre Roberto per lasciare il vostro commento

  2. Roberto Guarnieri Roberto Guarnieri scrive:

    Prima grande uscita del 2018 che si riassume in una frase ricorrente il martedì successivo all’allenamento “Vacanza perfetta. Impossibile trovare qualcosa da dire”.
    Belli l’Hotel, i luoghi, il cibo, l’atmosfera e il tempo. Grande organizzazione e grande avventura in puro stile nordico.
    Forse, viste le altre uscite, ci sono state come dire… troppe comodità non proprio consone al nostro stile spartano, e proprio su tale aspetto ho pensato di impostare il mio abituale resoconto romanzato.

    All’approssimarsi della stagione invernale tutti gli impiegati della Mega Ditta Nordica iniziavano a tremare. Non appena la prima neve imbiancava le cime delle Alpi il Conte Renato Baranzani Vita, non pago dei massacri estivi, era solito pubblicare il programma della obbligatoria e pericolosissima trasferta invernale: una quattro giorni in località sperdute tra i ghiacci eterni con programmi oscillanti tra la Ritirata di Russia e la disfatta della Beresina, che lo stesso Conte, in giubba rossa, guidava in groppa a un pomposo cavallo bianco.
    Le storie dei sopravvissuti erano così terribili da essere raccolte ogni anno in un tristissimo volume aziendale dal titolo “Centomila bastoncini di ghiaccio”.
    Come consuetudine quindi, memori delle nefandezze dei mesi passati, gli impiegati si preparavano al terribile evento. Il perito Ciarapica con l’aiuto della signora Adriana raccoglieva fagioli e carne secca da utilizzare come rinforzo agli scarsi pasti sicuramente offerti dall’albergo, il ragioner Pretini faceva una colletta per acquistare generi di prima necessità e la signora Concetta, dell’Ufficio cibi sanifinoauncertopunto, preparava di nascosto dolcetti da contrabbandare nascosti nella borsa delle ciaspole.
    Non mancavano scene tra il pietoso e l’eroico, come quelle della signora Vanessa che cuciva abiti in maglia pesante da infilare di trafugo sotto le canottiere scoperte pretese dal Conte Vita o le pillole di anfetamina della signora Tetti, dell’Ufficio farmaci scaduti da vendere lo stesso, distribuiti in genere la mattina a colazione al posto del caffè.
    Il geometra Guarnieri, memore delle carica di cavalleria organizzata nella scorsa uscita in Van Di Fiemme, aveva addirittura acquistato una divisa da Ussaro imbottita, con alamari in ottone e sciabola d’ordinanza!
    Ai primi di Gennaio, dunque, ogni giorno in sala mensa era attesa l’affissione del programma, con il consueto codazzo di svenimenti, scene di isteria e panico.
    Per quell’anno, però, un incredibile colpo di fortuna era sceso inaspettato dal cielo: il Conte Baranzani-Vita era stato colto da una forte influenza e aveva, a malincuore, rinunciato a organizzare i dettagli dell’uscita e infine all’uscita stessa, demandando il tutto al suo vice, il Buon. Uom Brav Person Cuore Generos. Istruttor Altruist.. Dottor Marzorati Simone.
    Il Marzorati, quindi, aveva curato programma e scelta dell’Hotel in maniera autonoma, mentre il conte Vita, in un ultimo colpo di coda, aveva democraticamente assegnato i posti in auto (sette per ognuna più i bagagli da portare sulle ginocchia, al fine di preparare tutti a un viaggio di sofferenza.)
    In compenso la trasferta, per una volta, era stato libera: al posto della colonna in marcia con l’auto del conte in testa e partenza alle due di notte i partecipanti si erano potuti permettere orari comodi e persino una ricca sosta in un outlet lungo la strada, dove l’equipaggio di Recanati aveva acquistato, nell’ordine: una borsetta in plastica finto Borbonese, due maglioncini di lanetta con adesivo Polo posticcio e una tragica giacca color zucchero già scolorita, il tutto per la somma complessiva di 34 euro e 56 centesimi!
    La sorpresa più grande si palesò all’arrivo della comitiva a Rumo, di fonte all’Hotel scelto dal Marzorati.
    Invece dell’abituale albergo spartano, con struttura medioevale in legno antico, priva di infissi di finestra, temperatura interna attorno ai 10 gradi garantita da due mucche e un asino, scale in pietra e mensa aziendale con piatti freddi e scaduti, la comitiva sbigottita si trovò di fronte un clamoroso Hotel di primo ordine, con camere nuove, riscaldamento a palla, sala giochi, bar e addirittura una clamorosa Spa interna!!
    Alla vista degli accappatoi a disposizione la signora Cristina era scoppiata a piangere per l’emozione mentre i signori Vinicio e Carla, sopraffatti dalla gioia, si erano sentiti mancare.
    Già durante la prima serata tutti i dipendenti avevano trascorso ore e ore tra nuvole di vapore e piscina riscaldate, in scene di stupore e giubilo, continuate ancora durante la cena che si era rivelata abbondante come non mai. Chi sguazzava nell’idromassaggio, chi arrostiva nella sauna. La signora Laura fu vista entrare nel bagno turco verso le sei e successivamente persa di vista tra le nuvole di vapore (riapparve solo il giorno seguente), mentre la signora Concetta, irriconoscibile in cuffia e occhialini, fendeva la piscina in lungo e in largo. Alcuni uscirono all’aperto in costume, in preda a una euforia ingiustificata, mentre tutte le signore si ingozzavano dell’isperata e gratuita tisana per poi addormentarsi sui comodi lettini
    “Una cosa del genere, caro perito, non s’era mai vista” aveva commentato il ragioner Pretini arrotolando una fetta di roast beef durante la cena.
    “Sono d’accordo” aveva risposto il Ciarapica facendo la scarpetta in un piatto pieno di sugo, mentre il geometra Guarnieri tracannava stupefatto il terzo litro di prosecco che un generoso cameriere continuava a versare senza limiti.
    Lo stupore continuò il giorno successivo: al posto dell’abituale marcia a piedi scalzi tra nevi eterne con tappe forzate di 18 chilometri senza sosta e minacce di cani lupo assoldati dal Conte, obbligo di foto in pose estreme e paninazzo freddo con verdure muffite per pranzo, l’allegra comitiva si era ritrovata:
    - guida gentile (senza frusta né megafono né fischietto) con annesso cane scodinzolante
    - soste ogni dieci minuti per attendere i ritardatari e affaticati (che si solito venivano invece gettati con indifferenza in un dirupo)
    - camminata soft tra i boschi con aiuto per allacciare le ciaspole
    - clamoroso pranzo in baita riscaldata a base di tortelli, affettati e formaggio alla piastra, con sosta di due ore! (al posto del panino mangiato in buca di neve a zero gradi)
    - ritorno in albergo alle 16.15! (Cosa mai vista considerato che i (pochi) superstiti in genere rientravano in camera, con i vestiti stracciati e semi assiderati, non prima delle 19.55!!!)

    La seconda sera, a tavola, tutti si scambiavano abbracci di gioia e i calici si alzavano in brindisi di ogni genere, inneggiando alla lunga vita per il dottor Marzorati, mentre alcuni improvvisavano balletti in stile russo con saltelli e piroette. Il signor Marcello con signora, dell’Ufficio persone smarrite, innalzava caraffe di vino rosso e persino la signora Chiara, con le guance rosse, intonava canzoni della sua perduta patria, nelle piane di Casalmaiocco.
    Visto che non c’era l’abituale coprifuoco tutti uscirono la sera, ancora stupiti di tanta libertà, per un giro nel paese sotto il cielo stellato e in compagnia dell’astuto gatto della locanda, per poi andarsene a letto verso mezzanotte.
    Addirittura la signora Tetti aveva osato vedere la televisione, il perito Ciarapica un programma sportivo, Cristina, Adriana, Concetta e Vanessa giocare a carte mentre Laura e Carla, con fare circospetto, ordinavano un orzo al bar dell’albergo.
    Visto che nessuno le aveva confinate in terrazzo per punizione anche gli altri si unirono per brindare a genziana, grappe e orzi in un gioioso caneo
    “Tutti a letto” aveva cinguettato allegro il Marzorati. “Domani sveglia alle nove e camminata di soli tre chilometri in discesa fino a una accogliente malga.”
    Un Hurrà, con lancio di cappelli in stile assalto al Palazzo di Inverno, aveva scosso le mura dell’edificio.

    Nessuno poteva immaginare che all’indomani, appunto poco prima dell’alba, il Conte Vita, rimessosi con clamoroso anticipo dall’influenza, avrebbe bussato alle loro porte…

  3. Marcello La Sorda scrive:

    Sono molto soddisfatto di questa esperienza di “allenamento in quota”. Gruppo simpaticissimo e molto accogliente (per noi novellini è stato importante e ve ne siamo molto grati), luoghi fantastici, albergo curato,cibo squisito. E poi un’organizzazione impeccabile che è riuscita a mescolare l’adrenalina pura del ponte tibetano col relax da estasi del centro benessere, la tempesta di neve del venerdì col sole brillante del sabato. Assolutamente da ripetere, anzi, da inserire tra gli appuntamenti fissi dell’anno (come il Natale, il 25 aprile,il pagamento del bollo …)

  4. Maurizio Ciarapica scrive:

    Ormai dopo diverse uscite invernali con la neve ,quella di quest’anno nella Val di Non come già anticipato ,anche per me e’ stata una 4 giorni riuscitissima in tutti gli aspetti , dall’hotel accogliente con personale qualificato e dotato di tutti i confort possibili con colazioni ,cene abbondanti e pietanze squisite ,alle 3 ciaspolate ,la prima con nevicata durante l’uscita in alta quota ,la seconda con il sole ed entrambe con sosta in malga per un’ottimo e abbondante pranzo e,per
    concludere l’ultima ciaspolata sulla neve fresca.
    Come sempre un plauso particolare va al Conte Renato Baranzani Vita per aver organizzato il tutto perfettamente nei minimi particolari , al gruppo di associati consolidato e affiatato anche nei momenti di relax passati insieme dopo le fatiche giornaliere.
    Complimenti a Roberto che con il suo abituale resoconto romanzato ci ha fatto rivivere i vari momenti trascorsi a RUMO e dintorni
    Sarei quasi tentato di ripartire domani giovedi e ritornare lunedi per ripetere il tutto dalla A alla Z…..

  5. Cristina Grufi Cristina Grufi scrive:

    La Sindrome da stress post-vacanze

    TUTTO BELLO, TUTTO PERFETTO, ma dopo il ritorno da una vacanza del genere …NE VOGLIAMO PARLARE?!?!.

    I ricordi i queste vacane sono INDELEBILI!

    Svegliarsi la mattina e sapere che nessuno ti preparerà la colazione.
    Prepararsi per andare in ufficio anzichè fare una piacevolissima passeggiata sulla neve.
    Doccia veloce in un semplicissimo bagno..niente sauna, niente bagno turco, niente zona relax…è uno stress!.
    …e la pubblicità di una nota compagnia di crociera che vedeva una donna piangere nella vasca da bagno, ricordando la Jacuzzi della nave, non è poi così distante dalla realtà.

    Ritorni alla realtà, agli allenamenti, agli amici …quando il capo lo permette si ritorna a parlare dei momenti belli che si sono vissuti durante le vacanze.

    Esercizio! L’esercizio è forse il modo migliore per combattere lo stress.

    In generale, per gestire efficacemente lo stress è necessario:
    Chiedere l’aiuto di amici nordici e pensare alle prossime vacanze.

    A presto a tutti!!

  6. Roberto Guarnieri Roberto Guarnieri scrive:

    SECONDA PARTE… la più tragica!

    Il Conte Vita, informato da un subdolo traditore dello staff dell’Hotel (che si era venduto per la casuale cifra di 30 denari…) , si era precipitato al seguito alla volta di Rumo per riprendere il controllo della situazione.
    Il perito Ciarapica, colto con una pasta in mano mentre scendeva le scale semi addormentato, fu la prima vittima della giornata e venne rinchiuso, per punizione, in una botte di ferro con chiodi per il resto della mattinata.
    Già a colazione i malcapitati partecipanti, superato lo stupore, avevano trovato, al posto dell’abituale ben di Dio, una porzione di gallette secche e un bicchier d’acqua a temperatura ambiente, unito a un furioso sermone del conte stesso che, dopo averli avvertiti che la pacchia era finita, illustrava brevemente il programma della giornata
    In sintesi:
    - uscita di 20 chilometri tutta di corsa con le ciaspole ai piedi e ceci negli stivaletti, attraverso un singolare boschi di larici semi cadenti
    - passaggio di un famigerato ponte tibetano, realizzato dagli Austro Ungarici nel 1878 e mai più oggetto di manutenzione, allo scopo di collaudarne tenuta e funzionalità
    - risalita con dislivello di 1900 metri fino a una malga adibita a ristorante
    - divieto assoluto di fermata alla malga stessa ma, al contrario, ulteriori 5 chilometri di salita nei boschi, con obbligo di aprirsi la strada con accette e coltelli, sino a raggiungere le famigerate “cascate ghiacciate della morte” dove tutti i sopravvissuti (sul numero il conte non si pronunciò) avrebbero dovuto esibirsi in un tuffo carpiato nelle acque gelide!
    - ritorno sempre di corsa con pranzo costituito da un singolo tortello di patate ogni 7 persone, accompagnato da acqua gelata!
    L’arrivo all’Hotel era previsto per le 21.00, senza cena e senza la SPA, il cui ingresso, a scanso di equivoci, era stato chiuso e posto sotto vigilanza da parte di due Ex SS reclutate appositamente dal Conte!
    Abbigliamento obbligatorio: maglia rossa dell’associazione a maniche corte (portata a pelle), scarpette in tela, pantaloni d’ordinanza in fustagno nero leggero e cappello con visiera in cotone. Vietati guanti, scarponi, attrezzatura tecnica e altre diavolerie non consone allo stile di sopravvivenza nordico.
    “Il tasso di mortalità è accettabilissimo ” concluse con perfidia il Conte agitando un bastoncino sotto la gola di una malcapitata “Previsto attorno al 33%!!”

    In realtà già sul ponte tibetano parecchi malcapitati finirono nel burrone nel tentativo di attraversare l’arduo ostacolo. Tre caduti lungo la foresta, travolti dai larici, un affogato nella neve, un azzannato dai feroci cani lupo del Conte, quattro congelati nelle cascate e un accoltellato dalla stessa truppa per spartirsi l’ultimo boccone di tortello! La signora Concetta, nel tentativo di tornare a valle indenne, rubò una motoslitta ma venne fermata al confine con la provincia di Trento e fucilata lunga la strada!
    Durante la sera il Conte, in un briciolo di umanità, decise di organizzare un torneo di bigliardino, dettando però di pugno le sue regole, vagamente ispirate al Mondiale di calcio Argentina 78 sotto la dittatura militare dell’epoca. Con una serie di infide truffe, minacce fiscihe e partite truccate il Conte vinse il trofeo, con tanto di coppa d’argento, disputando in pratica la sola finale!
    Il giorno successivo era prevista una giornata ancora peggiore.
    Il dottor Marzorati con la signora Chiara si diedero alla macchia unendosi a bande partigiane che vivevano tra i monti. Sembra siano ormai titolari di un allevamento di capre in una remota regione della Val di Non.
    Il geometra Guarnieri e il ragionier Pretini, con rispettive mogli, riuscirono a fuggire durante la notte con degli sci e trovarono un secondo lavoro come battitori e spalatori di neve sulle piste di Folgarida.
    Del resto della compagnia, purtroppo, non si hanno notizie certe. Persino le auto vennero vendute all’asta o portate come premio nella tombola aziendale di Febbraio.
    Il giornalino dell’azienda, però, riportò il Lunedì successivo un trionfale titolo sul resoconto della cosiddetta vacanza. “Quattro giorni stupendi sulla neve!”
    Non c’era più nessuno a smentire i fatti…

  7. Simone Marzorati Simone Marzorati scrive:

    Non posso che riportare un capitolo tratto dal libro “La Montagna Presa in Giro” di Giuseppe Mazzotti (Ed. L’Eroica Milano, III edizione, 1936), scritto quasi un secolo fa, con spiazzante attualità.
    cambiate nomi e luoghi e ritroverete una descrizione fedele, senza nulla togliere alle esilaranti epiche di Roberto, il quale involontariamente ad esso sembra essersi ispirato. La cosa incredibile che tale testo appariva su un periodico stampato!

    Dal capitolo “La giornata del club alpino” (testo da “Il Giornale d’Italia” del 25 Maggio 1932- X. Quarta Pagina):

    “Campobasso, 23. – La giornata di ieri, domenica, è trascorsa, ma la festa del C.A.I. rimane, e rimarrà per sempre, nell’animo di tutti i campobassani, come un ricordo vivo e inestinguibile, fasciato di pungente nostalgia.
    Diciamo subito che la festa organizzata da questa giovane e rigogliosa sezione del C.A.I. diretta con fervore quasi religioso dal fedelissimo camerata Vittorio Colitti, è riuscita felicemente, superando le più rosee e mistiche aspettative.
    Alle 13 in punto, echeggia uno squillo di tromba. – La zuppa s’è cotta, la zuppa s’è cotta…
    Comincia così per tutti il rito quotidiano del Santo Stomaco.
    Si mangia e si beve dappertutto. Si canta, si suona, s’intrecciano brindisi e sonetti.
    Totonno Casolino, coadiuvato all’uopo dal terribile ricciaiolo signor Salvatore Mastroianni e dal folclorista don Peppe Fiorilli, batte la solfa – ritmando con monumentali bicchieri di vino- alla musica di Riccia che… contorna il rancio con graziose ed elettrizzanti sonatine.
    Sull’alto del declivio boscoso si è accampata una comitiva pericolosissima sotto l’aspetto… masticatorio. E’ la comitiva di “panza mia, fatte capanna” presieduta dallo spettacoloso don Ferdinando Barone, sottopresieduta da quel gran cervello – ed anche grande stomaco – che è l’Avv. Nicolino Amoroso e… gestita da Peppino Maddalena, che s’è mangiato e bevuto tutto.
    Da fonte sicura abbiamo appreso che codesta… benemerita comitiva ha divorato la bellezza di 10 chilogrammi di filetto di vitello al forno ed accessori.
    Alle 15 la musica di Riccia esegue uno sceltissimo programma. Intanto si prepara la gara dell’albero della cuccagna.
    Questa gara, vinta dall’alpinista Alessandro Colagrossi – che è venuto così in possesso di sette chili di maccheroni e di un forte quantitativo di prosciutto, caciocavalli, vermouth, ecc, – ha destato interesse vivissimo facendo ridere a crepapelle tutti gli astanti.”

    Una cosa è certa:
    tale trasferta in mezzo alla neve, tra malghe e saune, rimarrà per sempre, nell’animo di tutti i soci, come un ricordo vivo e inestinguibile… e come sottolineava Cristina, fasciato di pungente nostalgia.

    p.s. Non mettete in giro false testimonianze: non sono né buono, né simpatico. E soprattutto iniziate ad imparare “O mia bela Madunina” che tra poco vi tocca!!!!

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